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Task scam: la polizia postale del Veneto svela frode da 500 mila euro

Una truffa online che prometteva guadagni facili con like e recensioni è stata smantellata dalla polizia postale del Veneto. Scopri come funzionava e chi sono i responsabili.

Task scam: la polizia postale del Veneto svela frode da 500 mila euro

In un’epoca in cui il lavoro online sembra offrire opportunità senza precedenti, una rete di truffatori ha sfruttato la fiducia delle persone per ingannarle con promesse di guadagni facili. La polizia postale del Veneto attraverso il Centro operativo per la sicurezza cibernetica (Cosc), ha recentemente smantellato una organizzazione criminale specializzata nella cosiddetta truffa dei like o task scam che ha ingannato centinaia di vittime per un bottino stimato di 500 mila euro.

Come funzionava la truffa dei like

Il meccanismo era semplice ma efficace. I truffatori contattavano le vittime attraverso social network come Facebook e Instagram o direttamente su WhatsApp per dare un senso di familiarità. La proposta era allettante: guadagnare pochi euro per ogni like o recensione pubblicata su piattaforme online. I compensi, tra i due e i cinque euro per ogni compito, venivano effettivamente accreditati su conti online appositamente aperti per le vittime.

Una volta raggiunti alcuni centinaia di euro, solitamente trecento euro i truffatori proponevano un salto di qualità un investimento per passare a una società madre, con la promessa di guadagni più elevati. Le vittime venivano invitate a versare cifre tra i mille e i diecimila euro ma una volta effettuato il pagamento, i conti venivano congelati e i truffatori sparivano nel nulla.

La denuncia di un professionista veneziano

Tra le vittime, un professionista veneziano ha avuto il sospetto di essere caduto in una trappola. Dopo i primi scambi con i truffatori, ha deciso di denunciare il sistema, fornendo una segnalazione ben documentata alla sezione operativa del Cosc. Questo ha permesso agli investigatori di ricostruire lo schema e identificare sette responsabili, tra cui uno straniero e sei italiani residenti in ToscanaCampaniaLombardiaLiguriaSicilia e Calabria.

Le indagini e i sequestri

Le indagini, coordinate dal primo dirigente Antonio Caliò e dal pubblico ministero Stefano Strino hanno portato alla perquisizione delle abitazioni dei sospetti e al sequestro di computerhard diskcellulari e tablet. I responsabili, denunciati a piede libero, avevano un’età compresa tra i 21 anni e i 42 anni.

La polizia postale si è concentrata sulla rete di conti correnti utilizzati per occultare il denaro, spesso frazionato e trasferito all’estero per renderlo impossibile da tracciare. Le indagini continuano per risalire ad altri complici e raggiungere tutte le vittime del raggiro.

Questa operazione dimostra ancora una volta l’importanza di essere prudenti quando si affrontano opportunità di lavoro online. La truffa dei like è solo una delle molte forme di inganno che circolano sul web, e la vigilanza è fondamentale per evitare di cadere in trappole simili.

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