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Torre di Sant’Andrea riaperta: il museo dell’orologio torna visitabile

La millenaria torre di Sant’Andrea a Chioggia è stata riaperta al pubblico giovedì dopo un restauro completo: il campanile ospita il più antico orologio da torre funzionante al mondo e farà parte del circuito dei musei diocesani.

Torre di Sant’Andrea riaperta: il museo dell’orologio torna visitabile

La torre di Sant’Andreasimbolo storico di Chioggia, è tornata accessibile ai visitatori dopo un intervento di restauro che ha riguardato sia la parte esterna sia quella interna del campanile. L’inaugurazione è avvenuta giovedìin coincidenza con la festa dei Santi Patroni, e ha visto la partecipazione delle autorità civili, militari e religiose, tra cui il sindaco Mauro Armelao e il vescovo Giampaolo Dianin insieme al suo predecessore Monsignor Adriano Tessarollo.

La riapertura rende nuovamente fruibile un patrimonio che unisce valore storico, ingegneristico e turistico: al suo interno è conservato l’orologio da torre funzionante più antico del mondooltre a ingranaggi e meccanismi provenienti da altre chiese della diocesi. La gestione della struttura è stata affidata alla Diocesi di Chioggia tramite la Fondazione Santi Felice e Fortunatodopo l’impegno iniziale dei volontari che avevano già reso nota la torre al pubblico.

Orari, biglietti e circuito museale

Il museo verticale della torre sarà visitabile durante i fine settimana, dal giovedì alla domenica, ed entrerà a far parte del circuito dei musei diocesani. È previsto un biglietto integrato al costo di 7 euro che consente l’ingresso al Museo diocesanoalla Pinacoteca della Santissima Trinità e al Museo dell’orologio. Chi desidera vedere soltanto la torre potrà acquistare un biglietto singolo al costo di 5 euro. Inoltre, durante l’estate le visite saranno possibili fino alle 23, permettendo ai visitatori di ammirare la città anche nelle ore serali.

Accesso e flusso dei visitatori

All’ingresso è stato installato un tornello che regolerà il flusso dei visitatori e favorirà una fruizione ordinata degli spazi interni. Dopo il controllo di accesso, i visitatori potranno salire lungo i livelli della torre per osservare da vicino i vari meccanismi: sono esposti gli ingranaggi degli antichi orologi provenienti da edifici di culto come la Chiesa di San Martinola Chiesa dei Filippini e la Cattedralecon l’aggiunta prevista a breve del meccanismo proveniente dalla Chiesa di Donada.

Restauro, finanziamenti e responsabilità

Il restauro del campanile è stato reso possibile grazie ai finanziamenti dell’8 per mille alla chiesa cattolica e al contributo di sponsor privati: BCCRotary Club ed Electrade. Questi interventi hanno interessato sia il consolidamento strutturale che il recupero degli spazi interni destinati all’allestimento museale. La responsabilità gestionale della torre passa ora ufficialmente alla Fondazione, che raccorda l’offerta con il resto dei musei diocesani per creare un percorso culturale unitario.

Il vescovo Giampaolo Dianin ha commentato l’evento con parole di soddisfazione: «Siamo veramente orgogliosi di riconsegnare alla città questa antica torre, luogo storico e attrazione turistica importante». Anche il sindaco Mauro Armelao ha voluto sottolineare il valore simbolico della riapertura: «Riaprirla rappresenta un grande orgoglio per tutti», ricordando come la torre sia uno dei punti di riferimento che caratterizzano l’immagine della città.

Elementi esposti e attrattive interne

Tra gli oggetti più attesi c’è, naturalmente, l’orologio attribuito alla famiglia Dondiche un tempo era collocato nel palazzo pretorio cittadino, sostituito dopo l’arrivo degli Asburgo dal palazzo municipale. Accanto al meccanismo originale sarà mostrata la riproduzione di un astrariorealizzata dagli artigiani locali seguendo le indicazioni di un antico manoscritto attribuito a Jacopo Dondi. Il percorso culmina nella cella campanaria, da cui si apre un panorama spettacolare sulla città.

Con la riapertura della torre di Sant’Andrea, Chioggia recupera non solo un tassello del proprio patrimonio architettonico, ma anche uno spazio educativo dove tecnica, storia e artigianato si incontrano per raccontare secoli di esperienza orologiera. La sinergia tra istituzioni religiose, amministrazione comunale, volontari e sponsor ha reso possibile questo progetto, che ora si presenta al pubblico come nuova attrazione culturale e turistica.

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