Nel tardo pomeriggio del 17 maggio 2026 un incendio ha interessato lo stabilimento dell’azienda Haiki nella zona industriale di Fossò, in Strada Nona. Le fiamme sono nate in uno dei cassoni esterni dove vengono accumulati i rifiuti di accumulatori e batterie, generando rapidamente una densa colonna di fumo nero visibile anche dai comuni limitrofi e, secondo alcune segnalazioni, fino al Lido. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco con squadre e mezzi provenienti da Mira e Mestre, mentre i carabinieri hanno delimitato l’area per consentire le operazioni di spegnimento e mettere in sicurezza la zona.
Le autorità locali hanno attivato controlli sulla qualità dell’aria e chiesto alla popolazione di mantenere porte e finestre chiuse fino a nuovo avviso. Non si sono registrati feriti né casi di intossicazione conclamati, ma alcuni residenti hanno lamentato bruciore agli occhi e alla gola. Le immagini e le testimonianze raccolte parlano di esplosioni originate dal materiale stoccato nei cassoni, situazione che ha fatto temere l’estensione del rogo verso altri rifiuti altamente infiammabili presenti nello stabilimento.
Intervento dei soccorsi e prime ipotesi sulle cause
I soccorritori sono intervenuti rapidamente per contenere e spegnere l’incendio; le operazioni si sono protratte per diverse ore fino alla sera del 17 maggio 2026. Secondo i vigili del fuoco, un possibile innesco è legato a una anomalia elettrica di una batteria, come un corto circuito o un surriscaldamento durante le operazioni di stoccaggio, ma la dinamica precisa dovrà essere confermata dagli accertamenti tecnici. Nel frattempo i pompieri hanno concentrato gli sforzi sul raffreddamento dei materiali coinvolti e sull’evitare la propagazione verso altre aree di stoccaggio, impiegando autobotti e mezzi speciali per limitare i danni e ridurre le emissioni in atmosfera.
Precauzioni e azioni immediate
Il sindaco e la vicesindaca di Fossò, rispettivamente Alberto Baratto e Susanna Calore, hanno diramato raccomandazioni rivolte alla popolazione locale tramite i canali istituzionali, invitando a non avvicinarsi al sito e a tenere chiuse porte e finestre per precauzione. Sul posto sono intervenute anche forze dell’ordine locali e i tecnici competenti per avviare le verifiche di sicurezza. La presenza di curiosi lungo le strade limitrofe ha richiesto una stretta delimitazione della zona per consentire ai soccorritori di lavorare in condizioni di sicurezza senza intralci.
Rilievi ambientali: i risultati di Arpav
L’Arpav ha effettuato in seguito un campionamento dell’aria tramite canister nelle vicinanze dell’area interessata dall’incendio; le analisi hanno evidenziato la presenza di tracce di stirene (52 microgrammi/mc) e toluene (5 microgrammi/mc), sostanze compatibili con processi di combustione di componenti elettronici e materie plastiche. Secondo l’Agenzia, gli altri parametri misurati risultano al di sotto dei limiti di rilevabilità, ma proseguiranno i monitoraggi per verificare l’evoluzione della situazione e per la messa in sicurezza e il ripristino dell’area.
Quali rischi per la popolazione?
I valori riscontrati vengono interpretati come segnali della combustione di materiali plastici e componenti elettronici; l’assessore regionale all’Ambiente, Elisa Venturini, ha ringraziato i tecnici di Arpav per l’intervento tempestivo e ha confermato che le sostanze trovate sono coerenti con gli effetti di un incendio. Le autorità continueranno a svolgere misurazioni per garantire la tutela della salute pubblica e a valutare eventuali azioni di bonifica o interventi aggiuntivi se i livelli dovessero cambiare.
Contesto e indagini in corso
L’episodio riporta preoccupazione tra i residenti, sia perché lo stabilimento dedicato al trattamento di rifiuti elettronici è vicino alla zona residenziale, sia perché si tratta del secondo incendio simile nell’arco di poche settimane nello stesso impianto. Le indagini sono affidate ai tecnici dei vigili del fuoco e agli enti competenti, che dovranno stabilire se l’origine sia esclusivamente accidentale, legata a una batteria al litio difettosa, oppure se esistano altre circostanze rilevanti. I risultati delle verifiche definiranno anche le misure future per la gestione e lo stoccaggio dei materiali pericolosi all’interno del sito.



