Un idrovolante è tornato a solcare il tratto tra il Lido di Venezia e Lussinpiccolo, riproponendo una rotta che storicamente ha collegato il Veneto con le coste istriane e dalmate. L’operazione è parte di una manifestazione che unisce regata, ricordo storico e iniziative culturali per celebrare il centenario dei primi collegamenti aerei civili nell’Adriatico.
La partenza ufficiale è avvenuta dall’Arsenale del Lido, a bordo dell’unico esemplare oggi autorizzato in Italia al trasporto commerciale di passeggeri su acqua, con equipaggio e ospiti che hanno voluto sottolineare il valore simbolico del volo oltre la sua funzione turistica. L’evento ha attirato attenzione per la sua capacità di coniugare patrimonio marittimo, identità locale e nuove opportunità per il turismo di lusso.
Il volo inaugurale e gli organizzatori dell’evento
L’iniziativa, denominata Ammiraglia e inserita nel programma della Regata europeaè stata promossa dallo Yacht Club Venezia insieme al circuito Europa adriatica nordestcon il sostegno dell’Unione italiana Venezia Giulia e Dalmazia, di circoli velici, amministrazioni locali e delle comunità degli italiani di Rovigno e Lussino. A bordo dell’idrovolante c’erano i fratelli Ivano e Astellio Boscolo Bielochiamati a battezzare simbolicamente la ripresa della tratta.
All’operazione è stato affiancato un secondo velivolo storico, un Junkersche ha effettuato un sorvolo sulle coste di Rovigno per accompagnare la celebrazione. Per marcare il centenario del primo volo, è stato inoltre predisposto il bozzetto di un francobollo commemorativo, segno tangibile dell’intento di legare memoria e promozione turistica.
La memoria storica della Sisa e i numeri dell’epoca
La nuova operazione richiama l’eredità lasciata dalla Società italiana servizi aerei (Sisa) e dai suoi protagonisti, in particolare dalla famiglia Cosulichche rese la società una protagonista nei collegamenti marittimi-aeronautici dell’Adriatico. Tra il 1926 e il 1934 la Sisa effettuò 12.093 voli, percorrendo oltre quattro milioni di chilometri e trasportando 59.021 passeggeri; nello stesso arco temporale vennero movimentati quasi 85.000 chilogrammi di corrispondenza e giornali e oltre 947.000 chilogrammi di merci e bagagli.
Itinerari storici e ruolo dell’Adriatico
Le rotte del passato collegavano numerosi porti e città costiere, creando un sistema che integrava Venezia con Trieste, Fiume, Pola, Lussinpiccolo, Zara, Spalato, Sebenico, Ragusa, Cattaro, Ancona e Pescara. Questo network rese l’Adriatico uno spazio di scambi economici, turistici e culturali: la riproposizione attuale mira a rivitalizzare quella stessa vocazione attraverso iniziative che uniscono sport, memoria e cooperazione transfrontaliera.
Reazioni, prospettive e programma culturale correlato
Gli organizzatori, tra cui il responsabile della manifestazione Vittorio Baronihanno già segnalato numerose richieste per estendere i collegamenti a Rovigno, Pola e altre località istriane; l’idrovolante dispone delle autorizzazioni per operare la tratta Venezia-Lussino e potrebbe in futuro configurarsi come un’opzione di collegamento regolare per nicchie di turismo di alta gamma. Il successo dell’annuncio evidenzia l’interesse sia per la dimensione commemorativa sia per la possibilità di nuove rotte specializzate.
La manifestazione ha previsto inoltre momenti culturali a Lussinpiccolo. La serata conclusiva include un concerto nell’anfiteatro cittadino con l’orchestra d’archi del Conservatorio Tartini di Triestediretta dal maestro Paolo Ciociolaorganizzato in collaborazione con associazioni locali. Tra le personalità ricordate c’è il lussignano Agostino Straulinovelista e figura emblematica dell’Adriatico: un messaggio della figlia Marzia ha sottolineato il valore simbolico dell’iniziativa come ponte ideale tra le due sponde.
Nel complesso la rassegna intende valorizzare non solo il trasporto storico ma anche il patrimonio immateriale delle comunità adriatiche, promuovendo scambi culturali e turistici che tengano insieme memoria e innovazione. Se l’interesse si concretizzerà in collegamenti regolari, la rotta Venezia-Lussino potrebbe rappresentare un esempio di come la storia possa ispirare nuove forme di mobilità e promozione territoriale.


