Il panorama politico veneziano è al centro di un acceso confronto. Giuseppe Conte, intervenendo a Mestre in sostegno della candidatura di Andrea Martella, ha tracciato un quadro in cui emerge la critica principale: un sistema decisionale distante dalla cittadinanza. Nel suo intervento è tornato più volte il concetto di partecipazione come elemento indispensabile per restituire fiducia e legittimità alle scelte pubbliche, contrapponendolo a pratiche che egli ha definito opache e troppo orientate agli interessi di pochi.
Martella, dal canto suo, ha presentato i capisaldi del suo progetto amministrativo, indicando priorità concrete come sicurezza, la lotta alla mono-cultura turistica, il rilancio della residenzialità e il potenziamento dell’università. In più, ha posto l’accento sulla necessità di progettare fin da ora il dopo Mose, richiamando l’attenzione sulla rapidità dei cambiamenti ambientali e sociali che la città deve affrontare.
Le critiche al modello di governo uscito
Secondo Conte, gli ultimi undici anni di amministrazione hanno lasciato la percezione di una città gestita con un approccio che privilegia interessi ristretti rispetto al bene comune. Ha descritto questo modo di fare politica come una governance che spesso ignora il confronto con i cittadini e che dialoga invece con gruppi economici selezionati, suggerendo soluzioni “pronte all’uso” ma non sostenute da partecipazione diffusa. Il messaggio centrale è che senza trasparenza nei processi decisionali e strumenti di coinvolgimento reale, le scelte diventano fragili e suscettibili di critiche legittime.
Gli obiettivi concreti proposti da Martella
Il candidato sindaco ha declinato un programma costruito su temi pratici. Sul fronte della sicurezza ha parlato di misure che combinino prevenzione e presenza sul territorio; per contrastare la mono-cultura turistica ha proposto strategie per valorizzare il tessuto urbano residenziale e incentivare attività destinate ai residenti. La parola d’ordine è recuperare la città per chi la vive quotidianamente, promuovendo la residenzialità come leva di equilibrio sociale ed economico.
Il tema del dopo Mose
Una parte rilevante del discorso si è concentrata sul dopo Mose. Martella ha invitato a coinvolgere il meglio della comunità scientifica per immaginare scenari sostenibili e aggiornare le politiche urbane alle nuove esigenze climatiche e idrauliche. L’idea è chiara: non si tratta solo di opere civili, ma di una prospettiva integrata che metta insieme scienza, pianificazione e partecipazione pubblica. In questo contesto il termine prospettiva diventa sinonimo di pianificazione a lungo termine.
Ripensare le istituzioni locali
Un altro punto cruciale è il ruolo delle municipalità. Martella ha denunciato che, nel corso degli anni, questi organismi si sono svuotati di funzioni e relazioni con i cittadini, trasformandosi in entità formali senza efficacia sul territorio. La sua proposta è una vera e propria rifondazione degli organi di prossimità, con competenze e risorse adeguate per restituire ruolo e dignità alle comunità locali, favorendo così servizi più vicini alla gente e una gestione più partecipata delle scelte quotidiane.
Trasparenza e processi partecipati
Per ricostruire fiducia serve una nuova cultura della decisione: processi trasparenti, consultazioni pubbliche e strumenti che rendano effettiva la partecipazione dei residenti. Conte ha sottolineato che soltanto quando le decisioni sono partecipate e non vengono prese in anfratti oscuri, si può garantire che le scelte siano realmente nell’interesse collettivo e non finalizzate alla speculazione. La proposta include aperture verso forum cittadini, audizioni pubbliche e sinergie con il mondo accademico e della ricerca.
In chiusura, il messaggio congiunto di Conte e Martella punta a restituire centralità ai veneziani nel disegno della città. La sfida è trasformare il tema della partecipazione da slogan a prassi amministrativa, mettendo al centro trasparenza, competenza scientifica e un rinnovato ruolo dei livelli locali di governo. Solo così, secondo gli intervenuti, Venezia potrà affrontare con strumenti adeguati sia le emergenze immediate sia le trasformazioni future.



