25 ottobre 2026 ☁ 14°

Tagli di capelli all’aperto a San Polo: il barbiere informale in corte Ca’ Michiel

Una postazione improvvisata per tagliare barba e capelli in una calle vicino a campo San Cassiano, a San Polo, ha attirato l'attenzione dei residenti. La polizia locale è stata contattata e i cittadini denunciano un'attività abusiva che va avanti da alcuni mesi.

Tagli di capelli all’aperto a San Polo: il barbiere informale in corte Ca’ Michiel

Nel cuore di Venezia, a pochi passi da campo San Cassianoalcuni residenti hanno notato una scena ricorrente che ha destato preoccupazione e curiosità: una postazione improvvisata per tagliare barba e capelli nella pubblica via. In una calle lateralepiù precisamente in corte Ca’ Michielnel sestiere di San Polosi è formato un piccolo punto in cui un giovane svolge tagli alla vista dei passanti, con una sedia e gli strumenti di base. La presenza di clienti in attesa e la normalità con cui l’attività si ripete hanno spinto più di un abitante a osservare e a intervenire telefonicamente presso le autorità.

Segnalazione dei residenti e intervento della Polizia locale

Secondo la testimonianza raccolta, il fenomeno non è episodico ma si protrae da alcuni mesi e interessa momenti diversi della giornata. Una residente che preferisce rimanere anonima ha raccontato di aver chiamato la Polizia Locale per segnalare la situazione, spiegando che, pur non ritenendola pericolosa in senso immediato, si tratta di un’attività svolta al di fuori delle regole. La donna ha riportato testualmente: “All’inizio ho pensato che fosse un episodio isolato.” e ha aggiunto che, di fronte alla ricorrenza, si è sentita in dovere di avvertire gli agenti. La risposta ricevuta è stata che “mi ha risposto che avrebbero mandato qualcuno sul posto“, ma la residente non ha notato, nelle sue osservazioni successive, un intervento visibile.

Osservazioni pratiche e aspetti contestati

Le critiche principali sollevate dai vicini riguardano la natura abusiva dell’attività e la possibile concorrenza sleale nei confronti dei professionisti che operano in regola. C’è inoltre una preoccupazione relativa all’igiene, considerata difficile da garantire in uno spazio all’aperto e senza le strutture adeguate. La narratrice sottolinea che la persona si limita a riordinare barba e capelli dei clienti direttamente sulla sedia posizionata sui masegni della calle, e che spesso, terminato il turno, il giovane raccoglie gli attrezzi e si allontana. La residente ha sintetizzato il suo punto di vista dicendo: “Ma è comunque un’attività abusiva.“

Scene osservate: orari e dinamiche della postazione in calle

Un episodio emblematico è avvenuto un giovedì sera intorno alle 19.30quando le immagini della postazione e della folla attorno sono state notate da chi abita nella zona. I testimoni riferiscono che l’attività viene svolta in orari diversi in base alla disponibilità dell’operatore, creando una sorta di appuntamento informale nel medesimo punto di corte Ca’ Michiel. Nonostante la ripetitività, l’attività mantiene un carattere mobile: dopo aver completato i tagli, il giovane raccoglie la mantellina e gli strumenti e lascia la calle. Il racconto della residente precisa che, al termine del turno osservato, “una volta finito il turno, il giovane ha preso le sue cose e se n’è andato“.

Presenze e clientela

I passanti e chi osserva dalla finestra ha occasionalmente immortalato la scena: la sedia, una mantellina, un asciugamano e gli strumenti per il taglio sono stati messi in evidenza da chi ha assistito. Dalle segnalazioni dei vicini emerge che il barbiere informale ha consolidato una clientela, tanto che a volte si formano code in attesa del proprio turno. I testimoni sottolineano come i clienti varino nel tempo e non coincidano sempre con la popolazione residente: questo elemento ha contribuito a far sorgere domande sulle ragioni e sulla natura dell’attività svolta in strada.

La vicenda ha messo in luce una tensione comune nelle città d’arte: il bilanciamento tra vivacità degli spazi pubblici e rispetto delle normative che regolano le professioni. Nel caso di questa calle a San Polo, i fatti verificabili rimangono la presenza continuativa dell’attività, la segnalazione alla Polizia locale e le osservazioni dei residenti su orari e modalità operative, elementi che alimentano il dibattito locale su come gestire situazioni analoghe in centro storico.

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