25 ottobre 2026 ☁ 13°

Monetizzazione ferie accumulate: sfide al bilancio 2027 del Veneto

La nuova normativa sulle ferie potrebbe far lievitare le spese della Regione Veneto e mettere sotto pressione il bilancio 2027.

Monetizzazione ferie accumulate: sfide al bilancio 2027 del Veneto

La Regione del Veneto ha già annunciato tagli lineari del 10% a tutti gli assessorati per riequilibrare le casse. Tuttavia, un elemento meno visibile ma altrettanto pericoloso si sta affacciando: la possibilità di monetizzare le ferie non godute da parte dei dipendenti della pubblica amministrazione.

Il decreto legge 174/2026, pubblicato il 5 ottobre 2026, abbatte il blocco istituito dal decreto legge 95/2012 che impediva la trasformazione in denaro delle giornate di ferie accumulate. La norma elenca quattro ipotesi in cui è consentito il pagamento: pensionamento, dimissioni volontarie, inidoneità fisica o psicofisica e scadenza naturale del contratto a tempo determinato.

Il rovesciamento dell’onere della prova

Con la precedente disposizione del 2012, il dipendente che non usufruiva delle proprie ferie perdeva automaticamente il diritto a qualsiasi compenso. La nuova legge impone invece all'ente di dimostrare di aver messo il lavoratore in condizione di fruire del riposo e di averlo avvisato, in modo chiaro, che i giorni non utilizzati sarebbero andati persi. Questa inversione è stata ribadita nella circolare “Pianificazione ferie annuali e smaltimento ferie pregresse”, diffusa dalla Regione del Veneto l'anno scorso, ma ora le autorità regionali temono che la semplice esistenza della norma possa sfociar​e in numerosi contenziosi.

Il caso Meneghesso e la giurisprudenza precedente

Già prima dell'entrata in vigore della legge 174/2026, Palazzo Balbi aveva ricevuto richieste di pagamento per ferie accumulate. Il caso più emblematico è quello di Federico Meneghesso, allora capo segreteria dell'ex vicepresidente della Regione Gianluca Forcolin. Nel 2017, Meneghesso ottenne il riconoscimento del diritto al pagamento delle ferie non godute, grazie a una decisione favorevole del direttore Organizzazione e Personale, Franco Botteon. La sentenza si basò su precedenti della Corte costituzionale, del Tar di Parma e su una pronuncia della Corte di Giustizia Europea che aveva stabilito la monetizzazione delle ferie non utilizzate.

Il contenzioso si prolungò per mesi, coinvolgendo il direttore dell'Area Programmazione e Sviluppo Strategico, Maurizio Gasparin, il quale chiese un parere all' Avvocatura regionale. Il risultato fu la conferma del diritto di Meneghesso, che successivamente divenne capo di Gabinetto del governatore Luca Zaia. Questo caso aprì la porta a una serie di richieste da parte di altri dipendenti, creando una potenziale spirale di richieste che la nuova legge rischia di alimentare.

Rischi concreti per il bilancio 2027

Le preoccupazioni più pressanti nascono dal patrimonio di ferie accumulate da ex dirigenti regionali. Alcuni di loro hanno accumulato più di 250 giorni di ferie non godute, equivalenti a quasi un anno di stipendio. Se tutti questi dipendenti dovessero esercitare il diritto alla monetizzazione, la spesa complessiva potrebbe superare i centinaia di milioni di euro, incidendo significativamente sul bilancio di previsione 2027 ancora in fase di definizione.

Il Governo Zaia si trova così a dover valutare due scenari: da un lato, mantenere la coerenza con la giurisprudenza europea e garantire i diritti dei dipendenti; dall'altro, evitare un esborso imprevisto che potrebbe compromettere gli interventi programmati in altri settori. La normativa non è retroattiva, ma il semplice principio di pagamento potrebbe spingere molti ex dipendenti a presentare ricorsi, facendo leva sui precedenti del 2017 e sulle decisioni della Corte di Giustizia Europea.

La legge 174/2026 introduce una svolta importante nella gestione delle ferie pubbliche, ma allo stesso tempo amplifica l'incertezza finanziaria per la Regione del Veneto. Resta da vedere come l'amministrazione, con l'ausilio dell'Avvocatura regionale e delle corti competenti, riuscirà a bilanciare i diritti dei lavoratori con la necessità di mantenere sotto controllo il deficit di bilancio previsto per il 2027.

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