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Scontri di programma e sostenitori: la chiusura delle campagne a Venezia

due chiusure di campagna, una in centro con il centrosinistra e l'altra in periferia con il centrodestra, mentre si avvicinano le elezioni comunali

Scontri di programma e sostenitori: la chiusura delle campagne a Venezia

L’attesa per le elezioni a Venezia si è condensata in due chiusure di campagna divergenti e affollate: una in centro storico e l’altra in un’area della terraferma. Sul palco di una piazza piena Andrea Martella ha chiuso la corsa del centrosinistra circondato dalle liste che lo sostengono, mostrando un mix di musica e discorsi politici. Nel parco Albanese-Bissuola, invece, Simone Venturini ha ribadito i temi della sua coalizione di centrodestra con il sostegno di un esponente nazionale.

In entrambe le occasioni sono emersi i principali punti di scontro della contesa politica: dalla gestione della città alle prospettive economiche, passando per la sicurezza, l’abitare e il lavoro. Non sono mancati riferimenti al ruolo di Venezia come laboratorio politico e agli appelli perché gli elettori scelgano persone che, secondo i candidati, sappiano mettere al primo posto il bene comune.

La chiusura di Martella in Piazza Ferretto

Nella serata di chiusura del suo percorso elettorale Andrea Martella ha puntato sui problemi pratici che, a suo avviso, caratterizzano la quotidianità dei cittadini: la questione della casa come emergenza sociale, la necessità di sicurezza reale e non di slogan, e la tutela dei diritti alla salute e al lavoro. L’evento è stato accompagnato dalla musica di Sir Oliver Skardy & I Fatti Quotidiani e dagli interventi dei rappresentanti delle varie liste della coalizione.

I temi al centro

Martella ha illustrato proposte concrete: un rafforzamento del presidio del territorio, azioni contro la criminalità e la rigenerazione urbana. Sul fronte economico ha ribadito l’intenzione di diversificare l’economia cittadina, spostando il focus dal turismo verso un modello meno precario del lavoro. In particolare ha parlato di porto marghera come possibile polo scientifico, tecnologico e industriale, escludendo ogni opzione che lo riconduca all’industria bellica. Dal palco è arrivato anche l’appello alla scelta di un sindaco che ascolti e rispetti la città.

Il comizio di Venturini al parco Albanese-Bissuola

Simone Venturini ha scelto il parco come cornice per la sua chiusura, presentandosi con un messaggio netto: evitare un ritorno a presunti errori del passato e difendere un progetto amministrativo di continuità con le precedenti giunte di centrodestra. L’impostazione del suo intervento è stata incentrata su un programma attuabile, con azioni definite, tempi e risorse, in contrapposizione a quello che ha descritto come un approccio basato sul no e sulle proteste dei comitati.

Accuse e promesse

Dal palco Venturini ha accusato gli avversari politici di voler penalizzare l’economia locale, evocando scenari come la chiusura del porto o il rallentamento dell’attività produttiva. Ha sostenuto che la sua coalizione sia coesa e pronta a gestire la città con scelte concrete, non con principi astratti, e ha invitato gli elettori a non lasciare Venezia «ostaggio» di chi dice sempre no. Tra i temi ripresi figurano lavoro, sviluppo e ordine pubblico come priorità per la sua amministrazione.

Il ruolo del sostegno nazionale e gli altri candidati

All’appuntamento di Venturini era presente il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha definito la sua partecipazione come segnale dell’attenzione del governo verso la tornata amministrativa; ha anche motivato la scelta del candidato come frutto di valutazioni personali e del suo operato a livello locale. Dall’altro lato la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha posto l’accento sulla figura di Martella definendolo una persona seria, libera da interessi privati e adatta a rappresentare un laboratorio nazionale in vista delle scadenze politiche future.

Oltre ai due principali contendenti, sono in campo altri sei candidati che arricchiscono il quadro elettorale: Giovanni Andrea Martini (Tutta la città che vogliamo), Michele Boldrin (Ora!), Claudio Vernier (Città vive), Pierangelo Del Zotto (Prima il Veneto), Roberto Agirmo (Resistere Veneto) e Luigi Corò (Futuro per Venezia Mestre). Tutti saranno valutati dagli elettori chiamati alle urne il 24 e 25 maggio, quando si deciderà la guida della città.

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