25 ottobre 2026 ☁ 13°

Omicidio a San Stino di Livenza: cronologia e ricerche dopo il ritrovamento del corpo

Il corpo della professoressa 53enne Chiara Guerra è stato recuperato dopo giorni di ricerche a San Stino di Livenza. La cronologia degli spostamenti del nipote 17enne, i tempi ricostruiti dalle telecamere e le operazioni di recupero spiegano come si è svolto il caso.

Omicidio a San Stino di Livenza: cronologia e ricerche dopo il ritrovamento del corpo

Il ritrovamento del corpo della professoressa Chiara Guerra53 anni, ha segnato una nuova fase nelle indagini su un omicidio avvenuto a San Stino di Livenza. Le autorità hanno concentrato le ricerche sul fiume Livenza e sulle aree fluviali limitrofe dopo che il presunto autore, il nipote 17enneavrebbe ammesso di essersi liberato dell’arma e degli indumenti nel corso di spostamenti documentati dalle telecamere. I fatti principali si collocano cronologicamente tra il pomeriggio dell’11 Giugno e il successivo ritrovamento avvenuto il 16 giugno 2026; le indagini e le operazioni sul campo proseguivano mercoledì 17 giugno 2026.

Cronologia degli eventi il giorno dell’omicidio e i movimenti rilevati

Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’accoltellamento si sarebbe consumato intorno alle 13.30 nell’abitazione di famiglia, nella legnaia. Dopo l’aggressione il giovane avrebbe impiegato circa 20 minuti per trasferire il corpo: in un arco temporale stimato di un’ora il nipote avrebbe caricato il corpo su una carriola e percorso circa 1 chilometro fino al canale Malgher, dove lo avrebbe gettato. Le telecamere di videosorveglianza forniscono fotogrammi chiave: alle 14.10 il 17enne esce di casa con la carriola coperta da un telo, mentre intorno alle 14.30 le immagini lo mostrano rientrare. Più tardi, verso le 15esce nuovamente e si dirige verso l’argine del fiume Livenza dietro la parrocchia di Santo Stefano, punto indicato dagli investigatori come il luogo in cui sarebbero stati gettati l’arma e i vestiti sporchi di sangue.

Dettagli rilevanti dalle immagini e dai percorsi

Le riprese che seguono il percorso del ragazzo mostrano passaggi via Via Fratelli CerviVia Don MilaniVia Fratelli Kennedy e Via Canalettafino all’argine che costeggia il canale. L’analisi dei tempi e della sequenza dei movimenti ha permesso agli inquirenti di ipotizzare che il corpo sia stato inizialmente depositato nel canale Malgher e successivamente spostato o trasportato: restano da chiarire alcune fasi del tragitto e quale delle carriole sia stata impiegata.

Ricerca, recupero e attività degli enti coinvolti

Le operazioni per localizzare il cadavere hanno visto impiego coordinato di Vigili del fuococarabinieri e polizia locale metropolitana. Le ricerche, svolte con sub, droni, ecoscandagli e natanti, si sono concentrate non solo sul canale Malgher ma anche sul corso del fiume Livenzaraggiungendo tratti a distanza dal punto originario del getto. Il corpo è stato individuato e recuperato da personale dei Vigili del fuoco; successivamente sono state avviate le attività tecniche e i rilievi sul luogo del ritrovamento, con la necessità di accertamenti medico-legali per chiarire definitivamente le cause della morte e le modalità dell’omicidio.

Elemento processuale e dichiarazioni dell’accusa

Il ragazzo, attualmente collocato in una struttura per minori a Trevisoè accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere. L’inchiesta è seguita dall’autorità giudiziaria locale; il procuratore Pietro Montrone ha sottolineato come sia fondamentale l’esito degli esami sul cadavere per confermare alcuni dettagli riferiti dall’indagato: “solo le analisi del corpo potranno confermare quanto dichiarato dal reo”. Le indagini cercano di stabilire se il giovane abbia agito da solo e di ricostruire con precisione la successione degli eventi e i motivi alla base del delitto, che potrebbero essere legati a contrasti di natura economica.

Le attività investigative a San Stino di Livenza rimangono intense e focalizzate sulle prove materiali: tracce di sangue rinvenute nell’abitazione e brandelli di indumenti carbonizzati sono elementi che gli inquirenti stanno esaminando per ricostruire al meglio la dinamica del crimine. Sul piano operativo, le ricerche proseguono per chiarire il percorso seguito dopo il rinvenimento iniziale e per recuperare eventuali altri elementi di prova dispersi lungo il corso d’acqua.

Il caso continua a essere monitorato senza sosta dagli enti coinvolti per garantire che tutte le fasi investigative siano svolte con rigore tecnico e giuridico. Le autorità hanno aperto un fascicolo che procede con le attività forensi e con l’acquisizione di ulteriori testimonianze utili a completare la ricostruzione dei fatti.

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