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Tornata elettorale a Venezia: chi corre, quando si vota e cosa dicono i sondaggi

Sintesi dei protagonisti, degli orari di seggio e dei risultati dei principali sondaggi che tracciano lo scenario politico a Venezia in vista del 24-25 maggio 2026

Tornata elettorale a Venezia: chi corre, quando si vota e cosa dicono i sondaggi

La tornata elettorale che coinvolge Venezia si svolge domenica 24 maggio 2026 e lunedì 25 maggio 2026. In queste due giornate gli elettori della città sceglieranno il nuovo sindaco e i componenti del consiglio comunale, mentre nella provincia della Laguna sono chiamati al voto anche Torre di Mosto e Cavallino-Treporti. I seggi restano aperti la domenica dalle 7:00 alle 23:00 e il lunedì dalle 7:00 alle 15:00, con procedure straordinarie per chi ha smarrito la tessera elettorale.

Se nessuno dei candidati a Venezia dovesse ottenere la maggioranza assoluta dei voti, è previsto un turno di ballottaggio successivo: secondo le indicazioni ufficiali il confronto eventuale è programmato per domenica 7 giugno e lunedì 8 giugno. In molti osservano la tornata come uno snodo significativo per gli equilibri politici locali e, in qualche misura, nazionali, anche per via dei capoluoghi in calendario nella stessa tornata.

Chi sono i candidati e come si presenta la competizione

A Venezia sono otto i nomi ufficialmente in corsa per la guida di Ca’ Farsetti: Roberto Agirmo, Michele Boldrin, Luigi Corò, Pierangelo Del Zotto, Andrea Martella, Giovanni Andrea Martini, Simone Venturini e Claudio Vernier. La pluralità di candidati rende probabile il ricorso al ballottaggio se nessuno raggiungerà il 50%+1 delle preferenze. Questa composizione offre agli elettori scelte che spaziano dal centrosinistra al centrodestra, con candidature civiche e singole esperienze locali.

Venezia: principali contrapposizioni

Il duello più osservato oppone due poli politici tradizionali: da una parte la candidatura di Andrea Martella per il centrosinistra, dall’altra quella di Simone Venturini per il centrodestra. Altri candidati possono pesare in termini di consenso residuale o di capacità di intercettare l’astensione e gli indecisi. Il campo resta quindi fluido: la presenza di liste minori e di candidati non allineati potrebbe condizionare soprattutto l’esito di un eventuale secondo turno.

Cavallino-Treporti: il confronto locale

Nel comune di Cavallino-Treporti, con circa 13.200 abitanti, la situazione è più definita: l’attuale sindaca Roberta Nesto, 59 anni, avvocata e sostenuta dalla Lega e dalla lista Patto Civico, punta a un terzo mandato reso possibile dalla recente riforma sui mandati. Lo sfidante principale è Giacomo Lazzarini, 36 anni, candidato della lista civica Cantieri di Comunità, che ha aggregato le opposizioni. In questo comune non è previsto il ballottaggio.

I sondaggi: rilevazioni, differenze e limiti

Prima del divieto di pubblicazione scattato dal 9 maggio, diverse indagini hanno cercato di fotografare lo stato dell’opinione. Tra le principali spiccano due rilevazioni dell’istituto Tecnè, eseguite rispettivamente tra il 16 e il 18 aprile e il 6 e il 7 maggio, che hanno indicato un vantaggio di Andrea Martella su Simone Venturini, con stime sull’ordine del 48-49% contro il 41-42% per il rivale.

Altri istituti e risultati divergenti

Il sondaggio indipendente di BiDiMedia (interviste 27-29 aprile) ha fornito valori analoghi a Tecnè: Martella intorno al 47,3%, Venturini al 41,6% e una quota residuale per gli altri candidati. Un’ulteriore rilevazione, commissionata a Demetra dal candidato Giovanni Andrea Martini e condotta tra il 5 e il 7 maggio, mostrava invece un vantaggio di Venturini (circa 44%) su Martella (35%), sottolineando come metodologia, dimensione del campione e periodo di raccolta possano produrre risultati non coincidenti.

Perché i sondaggi non sono una previsione

È fondamentale ricordare che le rilevazioni rappresentano un istantaneo dell’opinione pubblica: l’ampia variabilità degli indecisi, la differente rappresentatività dei campioni (da 577 a oltre 1.000 interviste) e i margini di errore implicano incertezza. In alcuni sondaggi la quota di indecisi era molto elevata, fino al 46% in alcune stime, elemento che può ribaltare esiti apparentemente consolidati.

Contesto sociale e questioni della campagna

La competizione elettorale a Venezia si è accompagnata anche a tensioni sociali e politiche. In particolare, la presenza di candidati di origine bengalese nelle liste del Partito Democratico ha alimentato polemiche a fine aprile. La comunità bengalese locale, stimata intorno a 20.000 persone con circa 4.000 potenziali voti, è molto radicata nell’economia cittadina, ma la sua rappresentanza ha sollevato critiche del centrodestra su temi identitari e amministrativi, oltre al dibattito sulla costruzione di una nuova moschea a Mestre.

La campagna, infine, porta con sé anche aspetti pratici: informazioni su orari dei seggi, modalità per recuperare la tessera elettorale agli uffici anagrafe e raccomandazioni per gli elettori su documenti necessari al voto sono stati diffusi dalle amministrazioni locali per facilitare l’affluenza e garantire regolarità nell’esercizio del diritto elettorale.

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