4 Ottobre 2026 ☀ 22°

Droni subacquei autonomi Saipem per ispezioni e riparazioni in acque profonde

Saipem ha messo a punto una suite di veicoli autonomi chiamata Hydrone, con un sistema di riparazione remoto SiRCoS e docking station che consentono operazioni prolungate fino a 12 mesi sul fondale

Droni subacquei autonomi Saipem per ispezioni e riparazioni in acque profonde

Negli ultimi anni la robotica marina ha compiuto passi decisivi: Saipem ha sviluppato una piattaforma di veicoli che promette di trasformare il modo in cui vengono mantenute e protette le infrastrutture sottomarine. Il progetto, organizzato sotto il nome Hydrone, include mezzi progettati per svolgere attività di ispezione, monitoraggio e intervento su fondali profondi, fino a 3.000 metri. Grazie a batterie avanzate e algoritmi intelligenti, questi sistemi possono operare in modo autonomo, riducendo la necessità di supporto navale e limitando l’impatto ambientale delle operazioni marine.

Il pacchetto tecnologico è completato dal sistema di riparazione remota SiRCoS, pensato per intervenire su condotte e strutture senza la presenza continua di personale umano. In questa visione, i veicoli possono essere sia deployabili da superficie sia lasciati in configurazione residente sul fondale, dove rimangono collegati a docking station che assicurano ricarica e comunicazioni. L’insieme di soluzioni rende Saipem al momento l’unica realtà italiana a gestire in maniera integrata progettazione, realizzazione e operatività di tecnologie robotiche per infrastrutture critiche sottomarine.

La flotta Hydrone e le sue caratteristiche

Il programma Hydrone comprende tre modelli con ruoli distinti: il FlatFish è concepito per ispezioni a lungo raggio e mapping dei fondali, il Hydrone-R è orientato al controllo e agli interventi di bassa complessità, mentre l’Hydrone-W è un veicolo completamente elettrico pensato per operazioni più complesse. Le dimensioni dei mezzi, paragonabili a quelle di una utilitaria, ne facilitano il dispiegamento e la logistica a bordo delle navi. L’autonomia è garantita da sistemi di accumulo evoluti e da soluzioni software di intelligenza artificiale per pianificare missioni e gestire imprevisti in autonomia.

Mobilità, sensori e autonomia

Ogni veicolo è equipaggiato con una suite di sensori per il rilevamento visivo, acustico e chimico, che consentono di svolgere attività di monitoraggio ambientale e diagnostica delle strutture. L’uso di modem ottici e acustici permette lo scambio di dati anche a grandi profondità, mentre le docking station subacquee offrono ricarica induttiva e trasferimento d’informazioni. In modalità residente, i mezzi possono restare sul fondale fino a 12 mesi, garantendo continuità di sorveglianza e tempi di risposta rapidi in caso di anomalie.

Applicazioni pratiche e benefici operativi

Le aree di impiego spaziano dall’ispezione delle pipeline e delle piattaforme offshore al controllo di porti, terminal di rigassificazione e reti di distribuzione di idrocarburi. L’adozione di questi droni riduce la necessità di navi di supporto, abbattendo costi e le emissioni legate alle attività di manutenzione. Inoltre, la capacità di svolgere operazioni prolungate senza intervento umano diretto aumenta la sicurezza, limitando il rischio per gli equipaggi e accelerando le tempistiche di identificazione e risoluzione dei guasti.

Impatto ambientale e sicurezza

L’utilizzo di mezzi elettrici come l’Hydrone-W contribuisce a mitigare l’impatto ambientale delle attività in mare, diminuendo le emissioni rispetto ai tradizionali assetti basati su grandi navi e ROV con supporto continuo. Il monitoraggio costante consente anche di individuare tempestivamente fenomeni di contaminazione o alterazioni degli ecosistemi marini, supportando azioni di tutela ambientale. Sul fronte della sicurezza, il sistema SiRCoS permette interventi mirati sulle condotte, riducendo la necessità di operazioni complesse con immersioni umane o interventi su larga scala.

Prospettive e valore strategico

La combinazione di autonomia, capacità di monitoraggio prolungato e sistemi di riparazione remota posiziona Saipem come un attore chiave nella gestione delle infrastrutture energetiche sottomarine. L’integrazione verticale — dalla progettazione alla gestione operativa — facilita l’adozione su larga scala di queste tecnologie da parte di operatori industriali e amministrazioni portuali. In prospettiva, la diffusione di soluzioni come Hydrone e SiRCoS può favorire una manutenzione predittiva più efficiente e una resilienza maggiore delle reti energetiche critiche.

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