Venezia si è fermata per ricordare. In Riva dei Sette Martiri, il cuore della città lagunare ha battuto più forte per onorare il sacrificio di sette giovani partigiani, fucilati il 3 agosto 1944. A 82 anni da quel giorno, la cerimonia commemorativa ha riunito istituzioni, associazioni e cittadini per non dimenticare.
La data del 3 agosto è incisa nella memoria collettiva di Venezia come un giorno di lutto e di resistenza. Quel giorno, sette prigionieri politici furono prelevati dal carcere e condotti in Riva dei Sette Martiri, dove furono legati e fucilati davanti a centinaia di cittadini costretti ad assistere. Un atto intimidatorio della repressione nazifascista che oggi viene ricordato con solennità.
Le autorità e le associazioni si riuniscono per il ricordo
Alla cerimonia hanno partecipato il vicepresidente del Consiglio Comunale Marco Bellato e il presidente della Municipalità di Venezia Murano Burano Giovanni Pelizzato. Insieme a loro, consiglieri di Municipalità, la presidente della sezione cittadina dell’ANPI “7 Martiri” Enrica Berti e i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma.
“Essere qui oggi significa non sottrarsi al dovere del ricordo, ma soprattutto onorare l’alto valore della libertà”, ha dichiarato Bellato. Le sue parole hanno sottolineato l’importanza di non dimenticare il sacrificio di quei giovani, che hanno pagato con la vita per la libertà di tutti.
I nomi delle vittime e il loro sacrificio
I sette partigiani fucilati quel giorno erano Aliprando Armellini, Gino Conti, Bruno De Gasperi, Alfredo Gelmi, Luciano Gelmi, Girolamo Guasto e Alfredo Vivian, comandante partigiano veneziano. Le loro vite furono spezzate in giovane età: Armellini aveva 24 anni, Conti 46, De Gasperi 20, Alfredo Gelmi 20, Luciano Gelmi 19, Guasto 25 e Vivian 36.
La cerimonia si è conclusa con la deposizione di una corona d’alloro ai piedi della lapide monumentale dedicata ai Caduti e con la lettura dei nomi delle vittime della rappresaglia. Un momento di silenzio e riflessione che ha coinvolto tutti i presenti.
Il significato del ricordo per le nuove generazioni
“Porto il saluto del sindaco e dell’intera Amministrazione comunale in una ricorrenza di fondamentale importanza per la memoria della nostra città”, ha aggiunto Pelizzato. Le sue parole hanno evidenziato come la memoria storica sia un pilastro vitale per non smarrire i valori democratici.
“A pochi giorni dal ricordo dei 13 Martiri, commemoriamo oggi il sacrificio dei 7 Martiri”, ha continuato Pelizzato. “Queste pagine drammatiche costituiscono le fondamenta della rinascita democratica del dopoguerra. La memoria storica è un pilastro vitale. Perderla significa smarrire i nostri valori democratici. A 82 anni da quegli eventi, abbiamo il dovere di rinfrescare il ricordo collettivo attraverso iniziative concrete e il coinvolgimento delle nuove generazioni.”
La cerimonia ha ricordato non solo il sacrificio dei sette partigiani, ma anche l’importanza di trasmettere alle nuove generazioni il valore della libertà e della democrazia. Un messaggio forte e chiaro, che risuona ancora oggi con la stessa intensità.



