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Incendi a Marghera: vigili del fuoco, controlli e infortuni sul lavoro

Marghera è stata teatro di due gravi incendi in poche settimane. Scopri come le autorità stanno gestendo la situazione e quali sono le misure adottate per garantire la sicurezza dei cittadini.

Incendi a Marghera: vigili del fuoco, controlli e infortuni sul lavoro

Marghera, un’area industriale strategica della provincia di Venezia, è stata recentemente al centro di due gravi incidenti che hanno destato preoccupazione tra i cittadini e le autorità locali. A fine luglio, un incendio ha coinvolto cataste di rifiuti ferrosi, sprigionando fumi preoccupanti. Poi, il 6 agosto, un camion a metano ha preso fuoco, richiedendo l’intervento urgente dei vigili del fuoco.

L’incidente del 6 agosto: un camion a metano in fiamme

La mattina del 6 agosto, in via della Geologia, un camion alimentato a gas naturale compresso (GNC) ha perso il controllo durante le operazioni di scarico della carta destinata a un’azienda di riciclo. L’impatto contro un muro ha provocato un incendio che ha coinvolto il veicolo. L’autista è rimasto ferito e è stato trasferito al pronto soccorso.

I vigili del fuoco sono intervenuti tempestivamente per domare le fiamme, evitando che queste raggiungessero le otto bombole di gas presenti sul camion. Le operazioni di travaso del metano e messa in sicurezza del mezzo sono state affidate al nucleo Nbcr (Nucleare, Biologico, Chimico e Radiologico) e sono durate l’intera mattina.

La situazione è stata ulteriormente complicata dalla presenza di una condotta del gas metano sotto l’area interessata dall’incidente. Le forze dell’ordine stanno ancora indagando per determinare le cause dell’incidente.

Controlli e test dopo l’incendio del 31 luglio

A distanza di quattro giorni dallo scoppio del devastante incendio al deposito di materiali della Multi Service di Marghera, le autorità stanno effettuando controlli mirati per valutare le conseguenze per la salute e l’ambiente. Il rogo ha provocato una nube di fumo che ha invaso le strade di Mestre e Marghera, destando preoccupazione tra i cittadini e i lavoratori.

Il ruolo del Nas e di Arpav

I carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e sanità (Nas), insieme ad Arpav e alle Ulss, stanno effettuando verifiche su negozi di frutta e verdura che potrebbero essere stati colpiti dalla nube di fumo. L’obiettivo è capire se vi siano effetti rischiosi per la salute dei consumatori che hanno acquistato prodotti esposti all’esterno durante l’incendio.

I militari analizzeranno non solo gli alimenti esposti, ma anche gli espositori utilizzati dai commercianti. Le cassette di legno o plastica potrebbero ancora contenere residui del fumo che ha invaso le vie della città. Su frutta e verdura, i carabinieri cercheranno eventuali anomale variazioni al loro potenziale d’idrogeno.

La testimonianza di un fruttivendolo

“Non sapevamo quello che dovevamo fare”, spiega un fruttivendolo la cui attività si trova vicino al cavalcavia di Mestre. “Non sapevamo dell’incendio fino a quando non abbiamo visto la nube. All’inizio era in lontananza, poi ha cominciato a calare, soprattutto in serata. La puzza era insopportabile, ma noi eravamo ancora aperti. Abbiamo buttato via molti alimenti freschi non venduti durante la giornata, e anche alcune cose che avremmo potuto vendere il giorno seguente, a fine giornata la puzza era talmente forte che non ci siamo fidati.”

Infortunio sul lavoro: un operaio intossicato dal fumo

Un operaio di una ditta con sede in via del Trifoglio ha accusato difficoltà respiratorie dopo aver lavorato durante l’incendio del 31 luglio. L’uomo, che è anche asmatico, è rimasto a casa fino al 10 agosto per riprendersi dall’irritazione delle vie aeree causata dal fumo.

L’operaio aveva svolto il turno di lavoro serale, iniziando alle 22 e terminando all’alba. Nonostante l’incendio fosse divampato molte ore prima, tutti si erano presentati al lavoro in assenza di diverse disposizioni. Una volta entrati, gli operai si sono resi conto che il fumo aveva invaso quasi tutti i locali, causando mal di testa, mal di stomaco, tosse e difficoltà respiratorie.

I sindacati, tra cui la Cgil di Venezia, chiedono controlli immediati su tutti i lavoratori dell’area industriale per monitorare gli effetti sulla loro salute. “Bisogna che tutti vadano dal medico se accusano dei sintomi”, spiega Daniele Giordano, segretario generale della Cgil di Venezia. “Pretendiamo un incontro per discutere delle misure necessarie per tutelare i lavoratori.”

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