Un vasto incendio boschivo sta mettendo a dura prova i soccorsi nella zona montuosa sopra Miane, nel Trevigiano. Le fiamme, divampate nel pomeriggio di martedì 11 agosto 2026, si stanno propagando rapidamente, minacciando l’intero versante. Le operazioni di spegnimento sono complicate dalla difficoltà di accesso all’area, che si trova in un punto impervio e poco accessibile ai mezzi.
Le difficoltà logistiche e l’intervento dei Vigili del fuoco
Un Canadair dei Vigili del fuoco, arrivato da Genova, ha dovuto dirottare la propria missione verso Jesolo per rifornirsi d’acqua. Il lago di Santa Croce, nel Bellunese, infatti, presenta una profondità troppo ridotta per permettere il rifornimento delle sei tonnellate d’acqua necessarie. La distanza aerea tra l’Alto Adriatico e il fronte delle fiamme è di oltre 70 chilometri, contro i circa 25 che separano Miane dal bacino di Santa Croce.
Le operazioni di spegnimento sono state condotte finora con gli elicotteri, che hanno capacità di trasporto d’acqua più ridotte. L’incendio si è sviluppato in una zona disabitata a una quota di circa mille metri rendendo ancora più complessa la situazione.
I soccorsi in azione e le misure adottate
Sul posto sono intervenuti i carabinieri forestali e i volontari dell’Avab della Valsana con rinforzi pronti da Valdobbiadene e Vittorio Veneto. Anche il sindaco Moreno Guizzo è presente per coordinare le operazioni. La Protezione civile ha messo in funzione un elicottero che fa la spola tra il versante e l’area di approvvigionamento, rifornendosi in più punti.
La situazione è critica, con tutto il versante a rischio, compreso il territorio bellunese. Le autorità stanno monitorando attentamente la situazione per evitare ulteriori danni. “A rischio tutto il versante”, ha dichiarato una fonte dei soccorsi, sottolineando la gravità della situazione.



