Dino Keber, 43 anni, era conosciuto a Sambruson di Dolo come un meccanico affabile e disponibile. Gestiva un’officina ricavata nella sua abitazione, dove molti vicini si rivolgevano per riparazioni e consigli. Tuttavia, dietro questa facciata tranquilla si nascondeva una storia più complessa, segnata da episodi di violenza e problemi psicologici.
Il 16 agosto 2026, Keber ha ucciso la sua ex compagna, Tania Terrin, 39 anni, strangolandola nella sua abitazione di Camponogara. Successivamente, è tornato a casa e si è tolto la vita. Le indagini dei carabinieri stanno ricostruendo i dettagli di questa tragedia, che ha scosso la comunità locale.
Un passato segnato da violenza
Le precedenti compagne di Keber hanno raccontato di rapporti segnati da aggressioni e violenza. Alcune lo avevano denunciato alle forze dell’ordine, mentre altre avevano preferito allontanarsi senza fare denunce. La famiglia di Keber era a conoscenza dei suoi problemi psicologici e di un precedente tentativo di suicidio.
Tania Terrin aveva denunciato Keber lo scorso aprile per un tentativo di strangolamento. Il questore di Venezia aveva emesso un ammonimento nei suoi confronti, obbligandolo a stare lontano dalla donna. Nonostante ciò, i due si erano incontrati alcuni giorni prima della tragedia, apparentemente in modo tranquillo.
La vita di Dino Keber
Keber era un appassionato di motori e guidava in modo spericolato, sia in moto che in auto. I vicini lo ricordano come un uomo socievole, capace di organizzare feste e di intrattenere gli amici. Tuttavia, alcune ex fidanzate lo descrivono come aggressivo e violento.
Viveva a Sambruson con il suo cane Lillo, un animale di grossa taglia che gli faceva compagnia. I genitori, che non vivevano più a Mira, lo andavano a trovare spesso. Keber aveva anche un fratello maggiore, ma poco si sa di lui.
La reazione della comunità
La notizia della morte di Tania Terrin e del suicidio di Dino Keber ha suscitato cordoglio e sdegno sui social network. Alcuni amici hanno pubblicato messaggi di addio, mentre altri hanno espresso indignazione per il femminicidio.
Il sindaco di Camponogara, Antonio Fusato, ha espresso il suo dolore per la perdita di una “brava ragazza” che non aveva mai avuto problemi con nessuno. I vicini di casa ricordano Tania come una persona gentile e disponibile.
Questa tragedia riporta alla mente altri casi di femminicidio nella zona della Riviera del Brenta, come quello di Giulia Cecchettin e Filippo Turetta, avvenuto nell’autunno 2026. Un dolore che continua a colpire la comunità e che richiede un impegno costante per combattere la violenza contro le donne.



