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Maltrattamenti agli anziani: la dura realtà della casa di riposo Cesana Malanotti

Due operatori sociosanitari sono stati sospesi per aver picchiato e insultato gli ospiti della casa di riposo Cesana Malanotti di Vittorio Veneto. Otto altri dipendenti sono indagati per non aver denunciato gli abusi.

Maltrattamenti agli anziani: la dura realtà della casa di riposo Cesana Malanotti

In un episodio che ha scosso la comunità di Vittorio Veneto, due operatori sociosanitari sono stati sospesi per aver maltrattato gli anziani ospiti della casa di riposo Cesana Malanotti. L’indagine, denominata ‘Recidivum’, ha portato alla luce comportamenti inaccettabili che hanno coinvolto anche altri otto dipendenti, ora sotto indagine.

La vicenda è emersa grazie alle segnalazioni dei familiari degli ospiti, che avevano notato cambiamenti preoccupanti nel comportamento dei loro cari. Le indagini, condotte dai Nas di Treviso, hanno confermato i sospetti, portando alla sospensione di due operatori e all’indagine di altri otto.

L’indagine ‘Recidivum’ e le accuse

L’indagine ‘Recidivum’ è stata avviata dopo una serie di segnalazioni provenienti sia dalla struttura che dai familiari degli ospiti. I due operatori sospesi, un uomo di 58 anni di Ponte delle Alpi e una donna di 65 anni di Vittorio Veneto, sono accusati di maltrattamenti aggravati contro persone anziane. Il Gip del tribunale di Treviso ha disposto la sospensione cautelare per entrambi.

Oltre ai due sospesi, altri otto dipendenti sono indagati per non aver denunciato i comportamenti violenti dei colleghi. Tra questi, un 61enne di Fregona, due 62enni e un 61enne residenti a Vittorio Veneto, un 44enne di Susegana, un 35enne di Agrigento, un 66enne di origine peruviana e una 42enne camerunense. Questi operatori non sono stati sospesi perché non ci sono prove di abusi fisici diretti da parte loro, ma sono accusati di omessa denuncia.

La continuità con l’indagine ‘Hybris’

L’indagine ‘Recidivum’ è la continuazione di una precedente attività investigativa, denominata ‘Hybris’, condotta sempre dal Nas di Treviso. Questa indagine aveva portato, nel marzo di quest’anno, alla condanna di un altro operatore sociosanitario della stessa struttura. La ripetizione di episodi simili solleva preoccupazioni sulla gestione e il controllo delle case di riposo.

La casa di riposo Cesana Malanotti è ora sotto stretta osservazione, con l’obiettivo di garantire la sicurezza e il benessere degli ospiti. Le autorità stanno lavorando per migliorare i protocolli di segnalazione e prevenzione degli abusi, al fine di evitare che simili episodi si ripetano in futuro.

Le liste d’attesa e la crisi delle case di riposo

La vicenda di Vittorio Veneto si inserisce in un contesto più ampio di crisi delle case di riposo in Italia. Le liste d’attesa per un posto in struttura residenziale sono lunghe e spesso sottovalutate. Secondo le stime più recenti, oltre 242.000 anziani sono in attesa di un posto in una Rsa, con una permanenza media di circa 28 mesi. Questo arretrato richiederebbe anni per essere smaltito, anche se da oggi non si aggiungesse più nessuno alla lista.

Le ragioni di questa crisi sono molteplici. Le liste d’attesa ospedaliere violano un diritto codificato, mentre le RSA rientrano nei LEA sociosanitari senza tempi massimi altrettanto stringenti. Inoltre, il costo dell’attesa è privatizzato e invisibile, con i familiari che spesso si arrangiano in casa con una badante o riducono l’orario di lavoro. La competenza è frammentata tra Comuni, Aziende sanitarie e Regioni, e senza un dato nazionale unico e standardizzato, manca la pressione mediatica necessaria per trasformare il disagio privato in un’emergenza pubblica.

In Emilia-Romagna, ad esempio, si discute spesso di ‘più RSA’ o ‘più assistenza domiciliare’, ma il vero nodo è la mancanza di una filiera di servizi intermedi. Piccole strutture intermedie, centri diurni integrati, posti letto temporanei per i caregiver e la figura del case manager territoriale potrebbero alleviare la pressione sulle liste d’attesa e migliorare la qualità della vita degli anziani.

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