La tragica storia di Tania Terrin, la 39enne uccisa a Camponogara, ha scosso il Veneto e sollevato un ampio dibattito politico. La donna è stata trovata senza vita nella sua abitazione il 16 agosto, dopo che il suo ex compagno, Dino Keber, l’ha strangolata. Keber, un meccanico di 43 anni, si è poi suicidato impiccandosi nella sua casa a Dolo.
Le indagini hanno rivelato che Terrin aveva denunciato Keber ad aprile per un’aggressione in cui l’uomo l’aveva soffocata stringendole il collo. La donna aveva anche raccontato di un altro episodio di violenza risalente a dicembre, quando Keber l’aveva colpita violentemente all’orecchio. Nonostante le denunce, Keber aveva ricevuto solo un ammonimento dal questore di Venezia.
Le indagini e i primi risultati
L’autopsia ha confermato che Tania Terrin è stata strozzata, con la rottura dello ioide un osso a ferro di cavallo situato alla radice della lingua. Questo tipo di frattura è tipico di uno strangolamento. I medici legali hanno lavorato per tutta la mattina per raccogliere ogni indizio possibile, inclusi i controlli sotto le unghie per verificare eventuali tentativi di difesa e gli esami tossicologici per capire se Terrin fosse stata drogata prima dell’aggressione.
Si attendono anche i risultati del Ris di Parma, che ha ricevuto i tamponi prelevati dai due bicchieri trovati nell’appartamento della vittima. Inoltre, il pubblico ministero Stefano Strino ha disposto un’autopsia anche sul corpo di Dino Keber, nonostante l’ipotesi di suicidio sembri confermata.
Il dibattito politico e le misure di protezione
Il femminicidio di Tania Terrin ha suscitato un ampio dibattito politico, con vari esponenti che hanno criticato le misure di protezione attualmente in vigore. Il sottosegretario al ministero della Giustizia Alberto Balboni ha definito il caso una sconfitta dello Stato e ha annunciato la possibilità di inviare ispettori del ministero nella procura di Venezia per capire cosa non abbia funzionato.
Il presidente del Veneto Alberto Stefani ha proclamato il lutto regionale in occasione del funerale di Terrin, mentre il leghista Luca Zaia ha parlato di un fallimento delle istituzioni. La senatrice del Partito Democratico Valeria Valente ha annunciato un’interrogazione parlamentare, mentre la segretaria del Pd Elly Schlein ha invitato a interrogarsi sull’efficacia del sistema di protezione delle donne vittime di violenza.
La senatrice leghista Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia e avvocata che si occupa da tempo di violenza di genere, ha sottolineato che non servono nuove leggi, ma bisogna attivare correttamente quelle esistenti, insistendo sulla formazione delle forze dell’ordine e della magistratura.
Le misure di protezione e il codice rosso
Il codice rosso una legge approvata nel luglio, prevede una velocizzazione delle indagini nei reati legati alla violenza di genere e l’introduzione di nuove misure di protezione, come il braccialetto elettronico. Tuttavia, nel caso di Tania Terrin, queste misure non sono state sufficienti a garantire la sua sicurezza.
L’ammonimento è un provvedimento amministrativo emesso dal questore che ordina a una persona di interrompere una condotta per la quale è stata segnalata. Non impone obblighi restrittivi, ma può comportare un aggravamento della pena se la persona ammonita riporta in seguito condanne per reati collegati. Nel caso di Dino Keber, l’ammonimento non è stato sufficiente a prevenire il femminicidio.
Il femminicidio di Tania Terrin ha messo in luce le lacune del sistema di protezione delle donne vittime di violenza e ha sollevato un dibattito politico sulla necessità di migliorare le misure di prevenzione e protezione. Le indagini continuano per fare luce su tutti gli aspetti di questo dramma e per capire come evitare che simili tragedie possano ripetersi in futuro.



