Il 16 settembre una tragedia ha colpito l’Agordino. Un turista straniero ospite di una dimora nella frazione di Coi, nel comune di Cencenighe Agordino (Belluno), è stato rinvenuto privo di vita sul greto del torrente Cordevole. L’uomo era stato visto l’ultima volta nella serata del 15 settembre dagli amici con cui condivideva l’alloggio; nessuno aveva più notizie di lui fino al pomeriggio successivo, quando le ricerche lo hanno condotto al margine del corso d’acqua.
Le autorità hanno subito attivato le procedure di emergenza. Il distaccamento dei vigili del fuoco di Agordo supportato dal volontario di Canale d’Agordo ha coordinato l’intervento insieme al Nucleo Tas (Topografia Applicata al Soccorso), alle unità cinofile e all’Unità di Comando Locale. L’operazione è stata rafforzata dall’intervento aereo dell’elicottero “Drago”, appartenente al Reparto Volo di Venezia con la partecipazione del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (che ha messo a disposizione un proprio aereo) e dei Carabinieri per la gestione della zona.
Il ritrovamento del corpo nel greto del Cordevole
L’equipaggio del drago ha sorvolato l’area di ricerca e, da una quota elevata, ha individuato il corpo del turista sul fondo sabbioso del torrente, a pochi passi dal cimitero di Cencenighe. Le prime ipotesi, avanzate dagli esperti sul posto, suggeriscono che l’uomo possa essere caduto dal pendio che sovrasta il corso d’acqua, finendo nel greto a causa della forte pendenza e del flusso del fiume.
Recupero e accertamento del decesso
Il recupero è stato affidato alla squadra fluviale del Comando di Belluno che ha eseguito le operazioni subacquee necessarie a sollevare il ferito. Al termine dell’intervento, il medico di turno ha potuto soltanto constatare il decesso non essendo possibile alcuna rianimazione. Il corpo è stato poi trasferito al cimitero di Cencenighe per le successive pratiche amministrative.
Le forze di soccorso mobilizzate in zona
L’episodio ha messo in evidenza la capacità di risposta coordinata delle diverse realtà di emergenza presenti nell’Alto Vicentino. I vigili del fuoco di Agordo hanno curato la sicurezza lungo le sponde del fiume, mentre i volontari di Canale d’Agordo hanno fornito supporto logistico e di ricerca sul territorio. Il Nucleo Tas ha effettuato rilievi topografici, fornendo mappe dettagliate che hanno permesso di delimitare l’area di intervento in tempi rapidi.
L’intervento aereo è stato determinante: l’elicottero “Drago” ha offerto una visuale a volo d’uccello, facilitando l’individuazione del corpo e il coordinamento con le unità di terra. Parallelamente, il Soccorso Alpino e la Guardia di Finanza hanno impiegato mezzi aerei aggiuntivi per sorvegliare l’intera zona, mentre i Carabinieri hanno garantito il mantenimento dell’ordine pubblico e la gestione del luogo del ritrovamento. L’insieme di queste risorse ha consentito di completare l’operazione con la massima rapidità e professionalità.



