Il 27 settembre il film televisivo Il mio nome è Carlo è stato trasmesso in prima serata su Canale 5, portando sul piccolo schermo la storia di Carlo Acutis giovane beatificato a livello mondiale. Il volto scelto per incarnare il santo è Samuele Carrino un attore di 16 anni originario di Lecce, già noto per la parte di Andrea Spezzacatena in Il ragazzo dai pantaloni rosa. Il suo percorso, le emozioni provate sul set e le riflessioni sulla fede costituiscono il fulcro dell’intervista rilasciata dopo le riprese.
Da Gallipoli al set di Canale 5: il cammino di Samuele Carrino
Samuele ha raccontato che la proposta di interpretare un santo gli è sembrata, fin da subito, una sfida carica di responsabilità. “Ho avvertito un peso enorme sulle spalle, una sensazione più forte rispetto a Il ragazzo dai pantaloni rosa”, ha ammesso il giovane attore. La consapevolezza di dover dare vita a una figura reale, amata da milioni di credenti, lo ha spinto a cercare un coraggio interiore che, a suo dire, ha trovato anche nella propria fede. Il legame con la storia di Carlo è nato grazie alla nonna, che gli aveva parlato fin da piccolo del santo italiano.
Per sentirsi più vicino al personaggio, Samuele ha voluto recarsi a Gallipoli, dove la famiglia di Carlo vive ancora, e ha guardato il film in anteprima con i genitori. “Vedere il racconto insieme alla famiglia è stato un momento molto intenso; avrei voluto vedere la reazione della madre di Carlo, Antonia Salzano,”, ha sottolineato. La decisione di viaggiare da Roma a Gallipoli è stata, per il ragazzo, un gesto di rispetto e di gratitudine verso chi ha trasmesso la sua storia.
Il ruolo dei social media nella narrazione di Carlo Acutis
Nel suo approfondimento, Samuele ha evidenziato come Carlo Acutis abbia usato i social per diffondere il valore della bellezza cristiana, dimostrando che “piccoli gesti online possono trasformarsi in grandi opere di bene”. Il giovane attore ha paragonato l’esperienza con quella di Il ragazzo dai pantaloni rosa dove anche il protagonista subisce le conseguenze di un uso sconsiderato della rete. “Entrambe le storie mi hanno insegnato a riflettere su come il digitale possa essere un’arma a doppio taglio”, ha spiegato.
Antonia Salzano, la madre di Carlo: tra ricordi e segni di una vita oltre
Durante il tour promozionale, Samuele ha avuto l’occasione di incontrare Antonia Salzano la madre del santo. La donna, visibilmente commossa, ha ricordato le parole pronunciate dal figlio poco prima di entrare in ospedale: “Mamma, da qui non esco vivo, ma ti manderò tanti segnali”. Salzano ha confermato di non aver mai avvertito un vero distacco dal figlio, poiché la sua presenza continua a manifestarsi nei piccoli gesti quotidiani, nei sogni e nel silenzio della preghiera. “Il Signore parla nel vento, nella quiete, non nei rumori dei telefoni”, ha affermato.
La madre ha sottolineato che Carlo, nonostante la sua giovane età, possedeva difetti e non era “irraggiungibile”. Il suo messaggio ai giovani di oggi è chiaro: “Con la tecnologia stabilite dei limiti, perché può generare tanto bene quanto tanto male”. Queste parole hanno risuonato profondamente su Samuele, che ha aggiunto di aver preso a cuore l’esortazione di utilizzare i social per diffondere valori positivi.
Altri giovani talenti sotto i riflettori: il caso di Alice Mangione
Nel contesto della stessa settimana televisiva, è emersa la notizia riguardante Alice Mangione giovane attrice comica che ha dovuto affrontare una grave infezione delle vie urinarie. L’artista, nota per il suo humor frizzante, ha condiviso sui social una foto in ospedale, ironizzando sulla sua condizione e promettendo una pronta guarigione. “Sono qui perché non so pronunciare Sussex”, ha scritto, mentre il personale medico le somministrava una terapia antibiotica mirata.
Il periodo di ricovero è stato breve: secondo l’attore, la dimissione è prevista per l’inizio della settimana successiva, con la prospettiva di tornare sul palco per il suo spettacolo teatrale Galattica in programma dal 11 dicembre. La vicenda di Mangione aggiunge un ulteriore spunto di riflessione sul modo in cui giovani talenti affrontano le difficoltà di salute senza perdere il sorriso e la voglia di lavorare.
Progetti futuri e sogni da supereroe
Samuele Carrino non ha nascosto la sua ambizione di diventare Spider-Man. “Dopo Tom Holland, credo di essere pronto per la prossima avventura Marvel”, ha scherzato, aggiungendo che il suo modello di riferimento è Tiziano Fabi (erroneamente citato come Favino, ma intende l’attore italiano noto per la versatilità). Il giovane attore spera di passare dal dramma alla commedia, dimostrando di saper gestire ruoli diversi con la stessa dedizione.
Nonostante la crescente fama – il pubblico lo ferma ora per foto e autografi – Samuele rimane ancorato alla semplicità delle sue radici. “La famiglia, gli amici, le partite di FIFA o Fortnite sono il mio equilibrio”, ha concluso, ribadendo che la disciplina e l’organizzazione gli permettono di conciliare gli appuntamenti sul set con la vita quotidiana.



