Il nuovo documentario Naza ha suscitato grande clamore dopo aver ricevuto il premio speciale della giuria alla Mostra del cinema di Venezia. Realizzato da Yuval Abraham e Rachel Szor gli stessi registi di No Other Land il film arriva in Italia il 28 settembre, passando per più di 500 sale grazie alla distribuzione di I Wonder Pictures.
Le proiezioni iniziali, previste dal 28 al 30 settembre, includono versioni in lingua originale con sottotitoli in italiano e alcune proiezioni doppiate. Dopo questo breve ciclo, il documento sarà reso disponibile gratuitamente sul sito del The Guardian a partire da novembre, per consentire a un pubblico più ampio di accedere al racconto.
Premio a Venezia e diffusione nei cinema italiani
Alla 83ª edizione della Mostra di Venezia il documentario ha ricevuto una calorosa standing ovation, culminata con la consegna del premio speciale della giuria. La decisione della giuria è stata interpretata come un riconoscimento della capacità del regista di affrontare temi delicati con rigore giornalistico. I Wonder Pictures ha quindi programmato una distribuzione capillare, coprendo cinema di grandi catene e indipendenti, garantendo al pubblico italiano una prima esperienza collettiva del film.
Cosa svela il film: testimonianze e acronimo NAZA
Il cuore del documentario è costituito da 24 testimonianze anonime di militari e membri dell’intelligence israeliana. Queste dichiarazioni rivelano i meccanismi di pianificazione degli attacchi a Gaza, evidenziando come, secondo le fonti interne, venga calcolato in anticipo il numero di civili potenzialmente colpiti. L’acronimo NAZA derivato dall’ebraico nezek agavi (‘danno collaterale’), indica appunto la stima preventiva delle vittime civili in un raid aereo.
Le riprese, effettuate di notte sui tetti di Tel Aviv, ricostruiscono i protocolli militari che consentono una sorta di licenza di uccidere sistematica. I soldati intervistati spiegano come le decisioni politiche e militari israeliane influenzino direttamente il numero di vittime civili, trasformando così la distruzione in una procedura standardizzata.
Reazioni politiche e disponibilità online
Il contenuto di Naza ha suscitato una risposta virulenta dal governo israeliano. Il premier Benjamin Netanyahu ha minacciato di introdurre una legge per revocare la cittadinanza a chi «diffami i soldati di Israele», mentre il capo di stato maggiore Eyal Zamir ha chiesto di identificare i militari che hanno collaborato al progetto. Nonostante le pressioni, i registi hanno difeso la loro opera definendola un atto di giornalismo indipendente e necessario per far emergere verità nascoste.
Il Guardian ha annunciato che, una volta terminata la fase di distribuzione cinematografica, il film sarà messo a disposizione del pubblico in streaming gratuito. L’obiettivo, dichiarano i produttori, è quello di alimentare un dibattito globale sui crimini commessi a Gaza, senza filtri né censura.



