29 Settembre 2026 ☀ 21°

Naza debutta in 500 cinema: incassi record e polemiche israeliane

Naza rompe il silenzio sulla guerra a Gaza: premiato a Venezia, incassa più di 450 mila euro in Italia e accende la polemica in Israele.

Naza debutta in 500 cinema: incassi record e polemiche israeliane

Il nuovo documentario Naza è giunto nelle sale italiane dopo aver conquistato il Premio speciale della giuria alla 80ª Mostra del cinema di Venezia. Diretti da Yuval Abraham e Rachel Szor due dei quattro autori dell’Oscar per il documentario No Other Land i due registi hanno impiegato tre anni di inchiesta per creare un’opera che denuncia le pratiche militari israeliane nella guerra a Gaza.

Distribuito da I Wonder PicturesNaza è stato programmato per tre giorni (28-30 settembre) in circa 500 cinema sparsi sul territorio nazionale, con un debutto che ha già registrato più di 60.000 spettatori e un incasso di € 451.872 facendo del documentario il film più visto del weekend di fine settembre in Italia.

Incassi, pubblico e posizionamento al botteghino italiano

Il primo giorno di programmazione ha portato a € 251.000 di fatturato, seguiti da ulteriori € 150.000 e € 50.000 nei giorni successivi. Il risultato ha posto Naza al primo posto nella classifica nazionale, superando titoli di grande richiamo come Avengers: Endgame – Extra e Ultimo – Tutto Live a Tor Vergata. Oltre ai numeri, il film ha generato una forte discussione sui social e nei media, grazie al suo contenuto provocatorio e alle testimonianze dirette di soldati israeliani.

Le testimonianze dei soldati e il significato di NAZA

Nel cuore del documentario troviamo interviste a membri delle forze armate israeliane, i quali narrano in prima persona il processo di pianificazione dei raid aerei su Gaza. Il termine NAZA è un acronimo militare che, tradotto dall’ebraico nezek agavi indica il numero stimato di civili che potrebbero essere uccisi durante un’operazione, ovvero il cosiddetto “danno collaterale”. Le indagini di testate indipendenti come +972 Magazine e Local Call hanno già evidenziato l’uso sistematico di tale calcolo, ma il documentario porta queste informazioni direttamente dalle voci dei protagonisti.

Reazioni politiche e stampa in Israele

La pubblicazione italiana di Naza ha scatenato una risposta accesa dal governo israeliano. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha annunciato l’intenzione di proporre una legge volta a revocare la cittadinanza a chi “diffami i soldati di Israele”. Il capo di stato maggiore, Eyal Zamir ha dichiarato che verranno identificate le forze armate coinvolte nella realizzazione del film, sottolineando che le testimonianze sono state occultate mediante tecnologie di intelligenza artificiale.

Le critiche si sono estese anche ai media: il Guardian che ha co-finanziato il progetto, ha reso chiaro che la diffusione gratuita del film sul proprio sito avverrà a novembre, con l’obiettivo di garantire un “giornalismo senza paura”. Abraham, uno dei registi, ha affermato che l’iniziativa vuole “svegliare la consapevolezza pubblica su una realtà che la società israeliana cerca di nascondere”.

Il futuro della distribuzione e la risposta del pubblico

Oltre alla programmazione cinematografica, Naza sarà disponibile in streaming gratuito sul portale del Guardian offrendo così un accesso più ampio al materiale investigativo. In Italia, la distribuzione continuerà in alcune sale come evento speciale, permettendo a chi non ha potuto partecipare nei tre giorni di apertura di vedere il film in futuro.

Il caso di Naza si inserisce in un più ampio contesto di produzioni cinematografiche che hanno messo in luce la questione palestinese, come No Other Land (Oscar 2025) e La voce di Hind Rajab. Il nuovo documentario aggiunge una prospettiva inedita: il punto di vista dei propri esecutori, rendendo evidente come la guerra possa trasformarsi in una procedura burocratica di calcolo dei civili morti.

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