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Restauro concluso della Madonna del Parto di Palma il Giovane nella chiesa di San Geremia

Il restauro della Madonna del Parto di Jacopo Palma il Giovane, finanziato da Save Venice con il sostegno di Pasquale Bruni, è stato completato e verrà presentato alla stampa il 28 maggio 2026; l'opera è tornata nel presbiterio della chiesa dei Santi Geremia e Lucia.

Restauro concluso della Madonna del Parto di Palma il Giovane nella chiesa di San Geremia

È stato portato a termine il restauro della Madonna del Parto di Jacopo Palma il Giovane, conservata nella Chiesa dei Santi Geremia Profeta e Lucia Vergine Martire — Santuario di Santa Lucia a Venezia. L’intervento, avviato nell’ottobre 2026 e concluso nel marzo 2026, è stato reso possibile dal contributo dell’organizzazione non profit americana Save Venice e dal sostegno della maison Pasquale Bruni.

La tela è stata ricollocata nel presbiterio, alla destra dell’altare maggiore, restituendo alla comunità parrocchiale un’opera centrale per la devozione locale e per il patrimonio artistico veneziano. La presentazione ufficiale alla stampa è stata annunciata per il 28 maggio 2026, mentre l’inaugurazione pubblica è programmata per il 31 maggio 2026 dopo la celebrazione della Messa delle ore 10:00.

Il contesto storico e l’importanza dell’opera

Dipinta tra il 1617 e il 1620 per la scomparsa Chiesa di Santa Lucia, la pala fu commissionata da Giovanni Tiepolo, futuro Patriarca di Venezia. L’opera raffigura la Vergine al termine della gravidanza, protetta in una grotta improvvisamente rischiarata da una presenza divina: un tema che, nella tradizione popolare, veniva invocato dalle donne in attesa come immagine di protezione e speranza.

Storia della collocazione

La Chiesa di Santa Lucia fu soppressa per decreto napoleonico nel 1806 e demolita nel 1860 per la costruzione della stazione ferroviaria; molte opere, tra cui questa pala, furono trasferite. L’ultimo intervento documentato sul dipinto risale al 1862, pertanto il restauro appena concluso rappresenta un’operazione di grande rilievo conservativo a quasi un secolo e mezzo di distanza.

Il restauro: metodi, obiettivi e risultati

I lavori si sono svolti in un laboratorio temporaneo allestito all’interno di uno spazio messo a disposizione dalla chiesa e sono stati seguiti dall’Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici del Patriarcato di Venezia e dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la Città metropolitana di Venezia. Le restauratrici responsabili dell’intervento sono state Enrica Colombini ed Elisa Galante, supportate dalla documentazione fotografica di Matteo De Fina e dalla logistica affidata alla ditta LT Group.

Interventi tecnici principali

La campagna conservativa ha avuto come obiettivi la rimozione delle vernici ingiallite e delle ridipinture alterate, il consolidamento dei supporti e la restituzione della leggibilità compositiva. Grazie a queste operazioni è emersa nuovamente la freschezza della pennellata e la vivacità cromatica che caratterizzano la mano di Palma, con un recupero dell’intensità dei contrasti di luce e ombra ideati dal pittore.

Il ruolo di Save Venice e il programma più ampio

Save Venice ha finanziato l’intervento nell’ambito di una campagna più ampia dedicata alle opere di Jacopo Palma il Giovane presenti nella chiesa dei Santi Geremia e Lucia. L’organizzazione, fondata in seguito all’acqua alta del 1966 e attiva dal 1971, ha sostenuto numerosi restauri chiave a Venezia e continua a operare tramite la sua Fondazione Save Venice – ETS per facilitare donazioni anche da donatori italiani.

Altri restauri correlati

Tra i progetti già finanziati da Save Venice nella stessa chiesa figurano interventi su altre pale d’altare e tele minori, come la Madonna col Bambino in gloria e opere che sono state esposte in mostre come “Venezia 1600”. Sono inoltre previste ulteriori campagne conservative su tele di piccolo formato e su opere di artisti contemporanei alla corrente di Palma.

Significato per la comunità e fruizione

Oltre al valore artistico, il restauro ha un valore devozionale: la Madonna del Parto è da sempre un punto di riferimento per le donne in gravidanza e per chi cerca conforto spirituale. La nuova collocazione nel presbiterio intende valorizzare tale funzione, rendendo l’opera più accessibile ai fedeli e ai visitatori interessati al patrimonio sacro della città.

La presentazione alla stampa del 28 maggio 2026 e l’inaugurazione liturgica del 31 maggio 2026 con la partecipazione della Corale Terzo Movimento segneranno il ritorno ufficiale dell’opera alla vita pubblica della chiesa, segnando un momento di rinascita culturale e spirituale per il Santuario di Santa Lucia.

Questo intervento conferma la necessità di continui programmi di tutela per il patrimonio veneziano e la proficua collaborazione tra enti ecclesiastici, istituzioni di tutela e organizzazioni internazionali come Save Venice per salvaguardare capolavori che incarnano la storia e la memoria della città.

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