Nel periodo che va da aprile a il mercato del lavoro veneto si è confermato solido, registrando un saldo occupazionale positivo di 51.800 unità. Il risultato si mantiene in linea con il medesimo trimestre dell’anno precedente, segnale di una certa tenuta nonostante le incertezze economiche che ancora caratterizzano il contesto nazionale.
Bilancio complessivo e movimenti di ingresso/uscita
Le assunzioni hanno registrato un incremento del 2%, mentre le cessazioni sono cresciute del 3%. Entrambi i movimenti sono prevalentemente costituiti da rapporti di brevissima durata perciò l’impatto netto sul saldo occupazionale è contenuto. Il ruolo di questi contratti brevi è più evidente nei settori stagionali, dove le fluttuazioni di personale sono rapide ma non determinano una perdita di posti di lavoro a lungo termine.
Settori trainanti: turismo, agricoltura e industria
Il predominio della stagione turistica è stato il motore principale del risultato trimestrale. I contratti a tempo determinato hanno aggiunto 41.600 posizioni, mentre il comparto dei servizi turistici ha registrato un saldo di 72.100 unità. Il tempo indeterminato ha comunque contribuito con +5.000 posti, seppur con una crescita inferiore rispetto al 2025. Tra i settori produttivi, l’agricoltura ha registrato un balzo di 6.000 posti, sostenuta da un aumento del 6% delle assunzioni, e l’industria ha conferito +4.000 unità, con un livello di assunzioni stabile rispetto al periodo precedente. Il terziario a sua volta, ha fornito il più ampio contributo con +41.400 posti, sebbene il dato sia stato leggermente influenzato dall’avvio anticipato della stagione turistica già a fine primo trimestre.
Diferenze provinciali e quadro Istat
La distribuzione geografica del saldo positivo evidenzia divergenze marcate. Venezia guida la classifica regionale con +30.800 posti, trainata quasi esclusivamente dal turismo balneare e culturale. Verona segue con +15.800 posti, risultato alimentato dall’incremento delle assunzioni sia nel settore agricolo sia in quello manifatturiero. Rovigo migliora grazie al rafforzamento dell’agricoltura, mentre Padova e Vicenza mantengono saldi più contenuti ma comunque positivi. Belluno resta stabile e Treviso è l’unica provincia a chiudere il trimestre con un leggero deficit. Gli indicatori Istat confermano che il Veneto conta circa 2,2 milioni di occupati, di cui 1,8 milioni di dipendenti; la popolazione in cerca di lavoro ammonta a 73.000 persone e il tasso di occupazione nella fascia 15-74 anni si attesta al 61,3%, con disoccupazione al 3,2%.



