Il governo guidato dal presidente Meloni ha deciso di potenziare gli organici delle forze dell’ordine con un intervento mirato al sistema penitenziario del Veneto. Dopo la chiusura del secondo scaglione del 186° corso di Polizia Penitenziaria, 27 nuovi agenti saranno assegnati alla regione, un provvedimento presentato come risposta alle esigenze operative e alle recenti emergenze di sicurezza.
Rinforzi di personale nelle carceri venete
La ripartizione dei nuovi agenti prevede un forte focus sulle principali strutture detentive. Venezia capoluogo regionale, riceverà 9 unità quattro saranno destinate al carcere della Giudecca e cinque alla struttura di Santa Maria Maggiore. Padova beneficerà di 8 agenti compresi quelli che serviranno nel nuovo complesso carcerario attualmente in costruzione. Analogamente, Rovigo otterrà 8 rinforzi, mentre Verona Montorio avrà a disposizione 2 nuove reclute. L’intero provveditorato dell’area Veneto-Friuli-Trentino, che comprende anche il Triveneto, riceverà in totale 35 nuovi agenti i restanti 8 saranno distribuiti tra le carceri di Bolzano (1), Pordenone (2), Udine (4) e Trieste (1). Una presenza più consistente di personale operativo è considerata essenziale per gestire la crescente complessità gestionale del comparto.
Il senatore regionale di Fratelli d’Italia, Raffaele Speranzon, ha sottolineato che questi rinforzi rappresentano “un segnale importante in un momento in cui il nostro sistema carcerario è chiamato a un impegno sempre più difficoltoso”. Speranzon ha ringraziato il sottosegretario al Ministero della Giustizia, Alberto Balboni, per l’attenzione mostrata verso le strutture venete, auspicando che l’incremento di personale si traduca in un miglioramento tangibile dell’organizzazione interna.
Evasioni recenti: tre tentativi in 13 giorni
Negli ultimi tredici giorni il carcere di Venezia è stato teatro di tre tentativi di evasione. Il primo, non riuscito, è stato sventato grazie a un intervento tempestivo delle guardie. Un secondo caso è stato bloccato prima che l’evaso potesse allontanarsi dal perimetro. Il terzo ha avuto esito positivo: il 33-enne romeno Baeram Florin è scappato il 17 settembre sfruttando un cancello difettoso del cortile passeggio. Questa modalità è stata replicata nuovamente questa mattina, quando due detenuti, entrambi stranieri, hanno cercato di fuggire dalla struttura di Santa Maria Maggiore. Uno è stato catturato quasi immediatamente, mentre l’altro è stato rintracciato a Mestre poco dopo. Il metodo di scavalcamento del muro di cinta, già documentato in precedenti fughe, rimane una vulnerabilità da correggere urgentemente.
Le ripetute evasioni hanno messo in luce la fragilità di un sistema che, secondo la CGIL Funzione Pubblica di Venezia, soffre di “struttura fatiscente” e di una carenza di personale che supera di due volte il numero di dipendenti presenti. La pressione sugli agenti è aumentata, con ricorso frequente a turni straordinari obbligatori, fenomeno che contribuisce a un clima di crescente insoddisfazione.
Reazioni dei sindacati e richieste al governo
Il sindacato Sappe, rappresentante della Polizia Penitenziaria nel Triveneto, ha deciso di abbandonare il tavolo di negoziazione sulla distribuzione delle nuove assegnazioni. La decisione è motivata dalla consapevolezza che la precedente distribuzione del 185° corso, con sole 31 unità per 17 istituti era “assolutamente inadeguata”. Il Sappe denuncia che, a distanza di un anno, la situazione non è migliorata ma anzi si è aggravata: le carenze di agenti e assistenti continuano a gravare sull’organizzazione dei servizi e sulla quotidiana condizione di lavoro del personale, costretto a far fronte a un numero crescente di aggressioni e evasioni. “Non può diventare la regola affidare la sicurezza del carcere esclusivamente alla capacità di reazione degli agenti”, ha dichiarato Donato Capece, segretario generale del Sappe, aggiungendo che è necessario un intervento immediato da parte dell’Amministrazione penitenziaria per verificare le cause strutturali delle fughe e adottare misure correttive.



