Il Board del Patto dei Sindaci dell’UE si è riunito a Bruxelles con la presenza di dieci capigruppo delle amministrazioni locali, tra cui il sindaco di Treviso, Mario Conte, unico rappresentante italiano. L’incontro è stato inquadrato come un momento cruciale per rimodellare il rapporto fra comuni e Unione europea, soprattutto in un periodo segnato da crisi energetica e crisi abitativa che richiedono interventi tempestivi.
Durante la sessione è emersa la necessità di semplificare le procedure di accesso ai finanziamenti europei consentendo ai Comuni di utilizzare direttamente le risorse comunitarie senza passaggi burocratici multipli. I rappresentanti hanno sottolineato che la velocità di erogazione è determinante per rispondere all’urgenza dei cittadini, il cui benessere dipende da soluzioni abitative efficienti e da un approvvigionamento energetico stabile.
Priorità individuate: energia e abitazione
Mario Conte ha sintetizzato le due sfide principali: “l’energia e la casa sono i pilastri che influenzano più direttamente la qualità della vita”. Gli amministratori hanno chiesto che i fondi UE siano destinati a progetti di efficientamento energetico degli edifici e a iniziative per assicurare abitazioni a costi sostenibili. L’obiettivo non è semplicemente aumentare il numero di nuove costruzioni, ma garantire che gli alloggi esistenti siano rinnovati per ridurre i consumi e migliorare il comfort abitativo in un clima in evoluzione.
Dichiarazioni di Mario Conte, sindaco di Treviso
Conte ha rinforzato il messaggio affermando: “Dobbiamo correre perché la crisi energetica e quella dell’abitare non attendono i tempi dei provvedimenti di Bruxelles”. Ha ribadito che le amministrazioni locali hanno bisogno di strumenti di finanziamento più snelli e di un riconoscimento del loro ruolo chiave nella programmazione delle risorse comunitarie. La sua posizione ha rispecchiato il sentimento condiviso da tutti i presenti, che hanno insistito su un approccio più pragmatico e rapido.
I risultati del sondaggio evidenziano le barriere
Un sondaggio interno condotto tra i partecipanti ha mostrato che il 47 % degli amministratori ritiene l’accesso ai finanziamenti la principale difficoltà, seguita dal 46 % che indica una carenza di coordinamento politico. Altri ostacoli citati includono la disponibilità di competenze tecniche (27 %), il coinvolgimento dei portatori di interesse (16 %) e gli oneri legati alla raccolta dati e alla rendicontazione (10 %). Questi dati confermano la necessità di una riforma strutturale nella gestione dei fondi europei, affinché le politiche locali possano tradursi in azioni concrete e tempestive.



