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Programma pilota per infermieri argentini e brasiliani in Veneto

Il Veneto ha firmato un accordo per reclutare infermieri dall’Argentina e dal Brasile, puntando al territorio bellunese e a una formazione integrata a Feltre.

Programma pilota per infermieri argentini e brasiliani in Veneto

La carenza di infermieri sta seriamente minando la capacità operativa del sistema sanitario veneto. Per rispondere a questo disagio strutturale, la Giunta regionale ha approvato, il 14 ottobre 2026, un protocollo d’intesa volto a reclutare personale qualificato dall’estero, concentrando le prime attività nel territorio del Bellunese. L’obiettivo è avviare, entro tre anni, un percorso completo che includa selezione, verifica delle competenze, formazione linguistica e inserimento stabile nei reparti regionali.

Protocollo d’intesa per il reclutamento internazionale

Il documento, sottoscritto dalla Regione Veneto e dall’Ulss 1 Dolomiti coinvolge la Prefettura di Belluno, la Provincia, i Comuni di Belluno e Feltre, il Consorzio Bim Piave Belluno, Ater Belluno, l’Università degli Studi di Padova, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche della Provincia di Belluno e l’Associazione Bellunesi nel Mondo. Il fatto centrale è la definizione di un quadro operativo che consenta di individuare canali di reclutamento in Argentina e Brasile meridionale, dove vivono numerose comunità di origine veneta.

Canali di selezione e percorsi formativi integrati

Il protocollo prevede due vie complementari: l’introduzione di infermieri già in possesso di laurea e la creazione di percorsi universitari congiunti, in collaborazione con l’Università di Padova e la sede del corso di laurea in Infermieristica a Feltre. I candidati saranno sottoposti a verifica delle credenziali, corsi di italiano specifici e un tutoraggio continuo, garantendo che le competenze cliniche siano allineate agli standard regionali.

Il territorio bellunese al centro dell’operazione

Belluno è stato scelto come terreno di prova perché le sue realtà montane soffrono più intensamente della carenza di personale. L’assessore regionale alla Montagna, Dario Bond, ha sottolineato che non basta trovare professionisti: è indispensabile fornire alloggi adeguati, servizi logistici e un ambiente di lavoro sicuro. Il progetto prevede la messa a disposizione di soluzioni abitative gestite dall’Ater e un coordinamento continuo tramite un tavolo regionale, che monitorerà l’avanzamento delle attività per tutta la durata triennale del protocollo.

Parallelamente, l’Ulss 3 Serenissima, con sede a Venezia, sta potenziando la scuola di formazione infermieristica a Chioggia, per assicurare che, anche nei territori più densamente popolati, la proporzione ideale di un medico ogni 5-10 infermieri possa avvicinarsi a quella teorica. In questo modo, il reclutamento internazionale non è un intervento isolato, ma parte di una strategia più ampia che combina formazione locale, accoglienza e integrazione professionale.

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