Tra la fine di settembre e i primi giorni di ottobre, il quartiere di Campo San Geremia incrocio privilegiato tra Rio Terà Lista di Spagna e la zona pedonale di Venezia, è stato teatro di due rapine che hanno investito attività molto diverse: una trattoria che ha sostituito l’ex ristorante “Al Brindisi” e un negozio specializzato in vetro di Murano. In un lasso di tempo molto breve i responsabili hanno sottratto rispettivamente sei mila euro dalla cassa della trattoria e ottantacinquemila euro dalla boutique di Murrina Murano lasciando dietro di sé una confusione totale e la sensazione di un assalto improvviso.
Gli episodi hanno subito acceso i riflettori su una zona tradizionalmente considerata un corridoio di transito per turisti, residenti e lavoratori, ma che di notte si trasforma in un punto focale per scambi illeciti. La vicinanza alla stazione ferroviaria, a piazzale Roma e al centro storico rende il luogo particolarmente vulnerabile: gli aggressori possono svignarsene in pochi minuti, scegliendo percorsi di fuga che li conducono direttamente al trasporto pubblico.
Rapina al Venice Ambassador Project Meetup
Il primo furto si è verificato nell’ex ristorante “Al Brindisi”, ora denominato Venice Ambassador Project Meetup. I ladri hanno sabotato le telecamere di sicurezza, hanno interrotto il sistema di comunicazione radio e hanno forzato la porta della zona cassa, svuotandola in pochi secondi. Il titolare, che ha scelto di parlare sotto pseudonimo, ha dichiarato: “Fosse la prima volta – spiega il titolare del Venice Ambassador – Era il giorno del mio compleanno, ecco il regalo”. Ha inoltre ricordato un episodio simile avvenuto nel 2018, quando erano stati sottratti 85 mila euro da altre attività della città, sottolineando come la situazione pare peggiorare anche in altre metropoli italiane.
Secondo le testimonianze, gli aggressori avevano intenzione di prendere solo il denaro contante, lasciando intatta la merce e gli arredi. Dopo aver afferrato i 6.000 euro, sono fuggiti rapidamente, probabilmente prendendo il treno dalla stazione a pochi minuti di distanza. Il proprietario ha descritto l’accaduto come un assalto coordinato dove l’utilizzo della radio ha permesso ai due rapinatori di sincronizzare le loro azioni e di minimizzare il tempo di esposizione all’interno del locale.
Furto al negozio Murrina Murano
Il secondo colpo ha interessato il negozio Murrina Murano noto per la vendita di biglietti di gioielleria, oggettistica e oggetti in vetro di Murano. Una delle commesse presenti al momento dell’arresto ha raccontato che i ladri hanno forzato la serratura, hanno rotto la porta e hanno diretto i loro sforzi verso la cassa, ignorando completamente i prodotti esposti. “Hanno manomesso la serratura, hanno rotto la porta e sono andati a colpo sicuro. Si sono chinati e hanno staccato i fili della cassa. Ma non hanno preso altro, che da certi punti di vista è strano” ha dichiarato la dipendente, aggiungendo che i rapinatori sembravano interessati soltanto ai contanti, probabilmente per finanziare attività illecite nella zona.
Anche in questo caso i colpevoli hanno sfruttato la facilità di fuga offerta da Campo San Geremia: a pochi minuti a piedi si trovano la stazione ferroviaria e le linee di autobus che collegano il quartiere al resto della città. La commessa ha sottolineato come, durante le ore serali, la zona diventi più pericolosa, con una presenza costante di tossicodipendenti e spacciatori che utilizzano il quartiere come punto di incontro per le loro transazioni.
Campo San Geremia: un corridoio critico per spaccio e furti
Le testimonianze dei commercianti convergono su un elemento comune: Campo San Geremia è un punto di snodo tra la stazione, piazzale Roma e il centro storico, dove si verifica un intenso via-vai di persone. Un commerciante locale ha spiegato che gli scambi tra clienti e spacciatori avvengono spesso a metà strada, creando un territorio di scambio dove la criminalità si mescola con l’attività commerciale. La molteplicità di vie di fuga rende difficile per la polizia intervenire in tempo reale, favorendo rapine rapide e disinibite.
Il titolare dell’Irish Pub situato nelle immediate vicinanze, ha espresso il bisogno di una presenza più costante delle forze dell’ordine: “Serve che la polizia si faccia vedere, che sia un deterrente. Venezia è piccola, dovrebbe essere più semplice renderla sicura, ma le forze dell’ordine devono arrivare subito, controllare anche di routine i documenti di chi passa”. Ha aggiunto che, sebbene abbia installato telecamere di sorveglianza, non è disposto a sostenere i costi di un servizio di sicurezza privata, ritenendo che la responsabilità della protezione debba rimanere alle autorità competenti.



