Antonio, un ragazzino di quattordici anni proveniente da Motta, indossa la maglia 11 della Liventina Under-15. Durante la gara di campionato contro il Calvi Noale, la squadra ha conquistato una vittoria netta per 3-0, mantenendosi in testa alla classifica con diciotto punti, a quattro di vantaggio sul Montebelluna. Tuttavia, dietro il risultato sereno, si è consumato un drammatico episodio che ha cambiato la vita del giovane calciatore, trasformando una normale partita in una vicenda di emergenza medica.
Il drammatico infortunio durante lo scontro con il portiere avversario
Nel secondo tempo, Antonio è entrato in contatto violento con il portiere del Calvi Noale. Lo scontro ha generato un ematoma interno che, pur non lasciando segni esteriori immediati, ha provocato un’emorragia interna di notevole entità. I medici di squadra, accortisi di un improvviso malessere del giovane, hanno subito richiesto l’intervento di soccorso. L’assenza di lividi visibili ha reso difficile diagnosticare la gravità sul campo, ma i sintomi di forte dolore addominale hanno convinto il personale sanitario a trasferire Antonio al pronto soccorso di Mestre per approfondimenti.
Intervento d’urgenza a Mestre e il periodo di convalescenza
All’ospedale di Mestre, gli specialisti hanno confermato una perdita di sangue ingente dovuta all’ematoma. Per salvare la vita del ragazzo, è stato deciso un intervento chirurgico d’urgenza che ha comportato la rimozione del rene sinistro, l’unico organo gravemente compromesso. L’operazione, durata diverse ore, si è conclusa con successo e il piccolo paziente è stato trasferito in terapia intensiva per monitoraggio. A sette giorni dal ricovero, Antonio appare stabile: non è più in pericolo di vita e i medici prevedono la dimissione entro la prossima settimana, con un percorso di riabilitazione a domicilio.
Gestione emotiva della squadra: striscione e maglia commemorativa
Prima del fischio finale, i compagni di squadra hanno alzato un grande striscione con la scritta «Forza Antonio» mentre sul bordo del campo è stata esposta una maglia da gara con il numero 11 e il nome del ragazzo, firmata da tutti i giocatori. Il simbolico indumento è stato consegnato al padre di Antonio, presente in panchina per tutta la partita, che l’ha accolto tra gli applausi del pubblico. Il vicepresidente Marino Basei e il dirigente Max Nardo hanno partecipato al gesto, trasmettendo al giovane un messaggio di solidarietà e di continuità sportiva.
Le parole di padre e allenatore: speranze e progetti per il futuro
Il padre di Antonio, visibilmente emozionato, ha dichiarato: «Sono qui per mio figlio, anche se non può essere in campo. Nei prossimi venti giorni dovrà riprendere le lezioni a scuola, e poi valuteremo la sua possibilità di tornare a giocare». L’allenatore Denis Grifi ha ribadito il proprio impegno: «Abbiamo giocato per Antonio. Nonostante la settimana difficile, i ragazzi hanno organizzato lo striscione e la maglia in fretta. Continueremo a tenere Antonio vicino al gruppo, sia in allenamento che nelle decisioni della squadra». Entrambe le dichiarazioni evidenziano la volontà di mantenere il giovane parte integrante del club, anche se le attività agonistiche dovessero subire modifiche.
Al momento, non è ancora definito quando Antonio potrà di nuovo calcare il prato, ma la comunità sportiva di Motta ha già tracciato un percorso di inclusione: la possibilità di partecipare alle attività organizzative e, in futuro, di ricoprire ruoli dirigenziali all’interno del gruppo. Il caso di Antonio, sebbene tragico per la perdita di un rene, sottolinea l’importanza della solidarietà di squadra e della rapidità degli interventi medici in ambito giovanile.



