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La rivoluzione gastronomica negli hotel di lusso a Venezia

Una storia di talento e premi che ha trasformato le cucine degli hotel veneziani in laboratori di alta gastronomia.

La rivoluzione gastronomica negli hotel di lusso a Venezia

Vent’anni orsono, la famiglia proprietaria dell’Hotel Metropole, unico albergo indipendente a cinque stelle di Venezia, ha deciso di cambiare rotta. L’idea di Gloria Beggiato è stata quella di affidare la direzione della cucina a un grande chef, aprendo la strada a una rivoluzione nel mondo della ristorazione d’albergo. Il risultato è stato il ristorante “Met”, che ha rapidamente ottenuto il plauso della critica internazionale.

Il salto di qualità è avvenuto sotto la guida del vicentino Corrado Fasolato, il quale ha condotto “Met” prima alla conquista di una, poi di due stelle Michelin. Un traguardo straordinario per quegli anni, capace di porsi come modello per gli altri hotel della città lagunare.

L’impulso di Gloria Beggiato e il successo di Corrado Fasolato

Il progetto ha avuto inizio quando, circa venti anni fa, Beggiato ha deciso di investire nella creatività culinaria, puntando su un nome emergente ma promettente. Fasolato, con la sua visione innovativa, ha trasformato il menù tradizionale in una esperienza sensoriale che ha conquistato la giuria Michelin. La prima stella è arrivata poco dopo l’apertura, seguita dalla seconda nel giro di due anni, confermando la capacità del Metropole di competere con le strutture più prestigiose del mondo.

Le due stelle Michelin: un benchmark per l’intera città

Il riconoscimento ha avuto un effetto domino: altri alberghi hanno iniziato a ricercare chef di alto profilo, credendo che la qualità gastronomica potesse diventare un vero e proprio driver di prenotazioni. Da quel momento, la cucina di hotel a Venezia è entrata in una nuova era, caratterizzata da investimenti, sperimentazione e una crescente attenzione ai premi internazionali.

Una costellazione di chef stellati nei palazzi veneziani

Negli ultimi quindici anni la scena ha visto alternarsi nomi di grande spessore: Davide Oldani e Norbert Niederkofler, entrambi passati per Aman; Massimo Bottura, oggi direttore creativo al Belmond Cipriani, che ha ospitato anche Davide Bisetto e Riccardo Canella; Giancarlo Perbellini e Emanuele Scarello, attivi al Marriott dell’Isola delle Rose-Sacca Fisola. Giovanni Ciresa ha firmato il Bauer, mentre Claudio Sadler ha curato il Canova Restaurant dell’Hotel Baglioni.

Più recentemente, il greco-parigino Philip Chronopoulos ha ottenuto la sua prima stella Michelin pochi mesi dopo l’apertura del Nolinski, dove ora opera anche il ristorante Zeffirino, ambasciatore della cucina ligure. Altri nomi da ricordare sono Lorenzo Cogo (Ca’ Bonfadini, Cannaregio) e l’italo-argentino Paulo Airaudo al Grand Hotel Palazzo dei Dogi. Carmine Amarante, chef dell’anno 2022 per Gambero Rosso, guida il ristorante Vero all’Hotel Ca’ di Dio, mentre Gennaro Esposito è la firma del Nani Mocenigo Palace.

Altri protagonisti e riconoscimenti recenti

Non solo stelle Michelin hanno segnato la crescita: strutture come il Danieli, l’Hilton alla Giudecca e il St. Regis hanno portato in tavola proposte che fondono Veneto e Puglia grazie a chef come Giuseppe Ricci. Al Centurion Palace il ristorante Antinoo’s è stato affidato a Giancarlo Bellino, precedentemente a Massimo Livan. Il leggendario Gritti vanta la maestria di Alberto Fol, una garanzia di creatività e solidità.

Le isole non sono da meno: a Murano, il Villa Riva dell’NH Collection – ex Antica Fornace De Majo – propone una cucina mediterranea sotto la guida di Federico Ravot, mentre a Torcello la Locanda Cipriani, rinata dopo un lungo restauro, celebra i classici della tradizione.

L’unico ristorante con due stelle Michelin lagunare si trova all’interno del Palazzo Venart Luxury Hotel a San Stae; “Glam” ha vinto il premio Best Restaurant 2025 ai Best Luxury Hotel Awards, grazie allo chef Donato Ascani e al restaurant manager Ottavio Venditto. Sempre al Metropole, la cucina è ora guidata da Alfonso Cicerale, il cui menù d’autunno parte da una zuppa di cipolle e castagne per arrivare a una vellutata di verdure invernali.

La velocità con cui le strutture alberghiere veneziane hanno abbracciato l’eccellenza gastronomica ha trasformato la città in una meta imprescindibile per i gourmet. I tempi in cui le cucine di hotel proponevano piatti “omologati” sono ormai un ricordo lontano, sostituiti da proposte contemporanee di altissima qualità.

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