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Affitti alle stelle a Venezia: l’appello di medici e CGIL

Il caso di una giovane dottoressa di Venezia mette in luce la crisi abitativa che spinge medici e dipendenti pubblici verso il pendolarismo.

Affitti alle stelle a Venezia: l’appello di medici e CGIL

Il caso di una dottoressa dell’ospedale Civile è diventato simbolo di una crescente emergenza abitativa a Venezia. La professionista, ancora nella sua prima esperienza lavorativa, ha dovuto accettare un monolocale di 35 metri quadrati al costo di 970 euro al mese, un prezzo che supera di gran lunga la media delle famiglie venete, per poi essere costretta a lasciarlo a marzo perché destinato ai turisti.

Diagnosi di una crisi: la dottoressa e il prezzo del piccolo

La giovane medica, appena inserita nell’organico dell’ULSS 3, ha raccontato di aver firmato il contratto di locazione sapendo già che il proprietario avrebbe preferito affittare l’immobile a turisti stagionali. Nonostante l’affitto di quasi mille euro, la superficie di 35 mq non è sufficiente per vivere comodamente in una città dove i costi di vita sono tradizionalmente legati al turismo di massa.

Il peso del pendolarismo tra il personale sanitario

Il presidente dell’Ordine dei medici, Giovanni Leoni, ha evidenziato che l’80% del personale del Civile è pendolare, un dato in crescita rispetto al 70% di qualche anno fa. «Al Civile ormai l’80% del personale è pendolare. Servono affitti calmierati», ha dichiarato, sottolineando che la mancanza di alloggi dignitosi rende difficile trattenere giovani professionisti nella città lagunare.

Le richieste dei medici e le iniziative del Comune

Leoni ha richiesto al sindaco Venturini un intervento urgente per ripopolare di giovani il centro storico. Ha ricordato che la giunta comunale ha già realizzato 500 case di social housing negli ultimi anni, ma ha aggiunto che «bisogna proseguire con forza su questa strada per invertire il trend che vede i residenti scomparire entro dieci-quindici anni».

Le cifre della CGIL: l’aumento delle stanze in affitto

Il segretario della CGIL, Daniele Giordano, ha presentato una comparazione tra le locazioni registrate nel 2018 e nel 2025. I contratti per singole stanze sono passati da 1.628 a 3.912, mentre gli affitti di interi appartamenti di almeno tre anni sono diminuiti del 7,5%. «È vergognoso che una dottoressa debba pagare 970 euro per un appartamento di 35 mq e sia già destinata a lasciarlo», ha commentato Giordano, aggiungendo che molti lavoratori con redditi appena superiori a 950 euro sono costretti a ricorrere a stanze condivise con bagno comune.

Critiche alle politiche turistiche e richieste di intervento

Giordano ha puntato il dito contro la gestione di Ca’ Farsetti, accusata di non aver introdotto regolamenti per limitare gli affitti turistici. Ha sollecitato Comune e Regione a intervenire con misure concrete, come la creazione di più affitti calmierati destinati a sanitari e dipendenti pubblici.

Il dibattito, riacceso durante la giornata del medico al Goldoni, mostra come la crisi abitativa si intrecci con la carenza di personale sanitario a Venezia. Se non si trovano soluzioni rapide, l’ospedale Civile rischia di perdere ulteriori professionisti, aggravando il problema già pressante dell’accesso alle cure per i residenti.

La vicenda della dottoressa senza casa evidenzia la necessità di politiche abitative più inclusive, un piano coordinato tra amministrazione comunale, regione e istituzioni sanitarie per garantire che i medici possano vivere e lavorare nella città che servono.

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