Nel cuore della Valle Millecampi, nella frazione di Codevigo, la laguna padovana riscopre la sua vitalità grazie all’apertura del Casone Millecampi. Dopo un percorso di quasi trent’anni, la struttura è di nuovo pronta ad accogliere turisti, studiosi e curiosi, segnando il culmine di un impegno congiunto tra istituzioni provinciali, regionali e la comunità locale.
Il presidente della Provincia di Padova, Sergio Giordani, ha evidenziato come il progetto sia il risultato di una costante collaborazione tra amministrazioni e cittadini. «Un percorso durato circa 28-29 anni si è concluso con l’affidamento del Casone a una cooperativa di pescatori», ha dichiarato, sottolineando l’importanza di valorizzare un patrimonio lagunare finora poco conosciuto.
Riapertura del Casone Millecampi: una tappa conclusiva dopo quasi tre decenni
L’inaugurazione, definita “storica” dal vicepresidente della Provincia, Daniele Canella, rappresenta la prima apertura al pubblico in decenni. La gestione è stata assegnata alla società cooperativa BABA, vincitrice di un bando pubblico, che avrà la responsabilità di curare il sito per i prossimi nove anni. «Anche Padova ha il suo specchio d’acqua», ha sottolineato Canella, rimarcando l’unicità della zona e il suo potenziale turistico.
Il ruolo della cooperativa BABA nella gestione futura
La cooperativa, composta da una piccola comunità di circa venti persone, ha delineato un piano incentrato su turismo sostenibile, efficientamento energetico, ostricoltura e fattorie didattiche. L’obiettivo è creare un’esperienza che coniughi educazione ambientale e tradizioni lagunari, ponendo il Casone come punto di riferimento per visite guidate, attività didattiche e progetti di ricerca.
Le radici del progetto: dagli inizi del 2002 al finanziamento regionale
Il sogno di riqualificare il Casone delle Sacche e l’intera Valle Millecampi prese forma nel 2002, sotto la presidenza di Vittorio Casarin. All’epoca, la Provincia di Padova, in accordo con la Regione Veneto, decise di investire un milione e mezzo di euro, integrazione fornita da una fondazione locale. Questo sostegno finanziario fu decisivo per avviare i lavori di recupero strutturale e ambientale.
Prospettive e impatti: turismo, ambiente e cultura lagunare
L’assessore regionale allo Sviluppo economico, Roberto Marcato, ha definito il recupero del Casone come “il coronamento di un sogno”. Marcato ricorda il suo coinvolgimento nel progetto quando ricopriva il ruolo di assessore provinciale all’Ambiente, sottolineando la capacità del sito di conciliare natura, storia e turismo. Devi Chinazzi, gestore del Casone, guarda al futuro con ottimismo, puntando a far crescere l’interesse verso una laguna più pulita e una cultura lagunare rivitalizzata.
Con la nuova gestione, il Casone Millecampi si propone di diventare un modello di sviluppo sostenibile per l’intera provincia, offrendo un’alternativa ecologica al turismo di massa e stimolando l’economia locale attraverso attività legate al patrimonio naturale.



