Leonardo Maria Del Vecchio, quarto figlio del fondatore di Luxottica, ha pubblicato una nota di forte tono in cui respinge l’interesse manifestato dal finanziere ceco Michal Strnad. L’offerta, quantificata in 30 miliardi di euro, è rivolta al capitale della holding Delfin, che controlla le partecipazioni ereditarie della famiglia Del Vecchio. In questa dichiarazione, l’imprenditore richiama alle origini del patrimonio costruito dal padre, sottolineando che si tratta di un bene nazionale da preservare. La posizione assumerebbe quindi un valore sia economico che simbolico, inserito in un dibattito più ampio sul ruolo delle grandi aziende italiane nel panorama globale. Del Vecchio ricorda il percorso di partenza da Agordo, le montagne di Belluno, fino alla quotazione in borsa di EssilorLuxottica, considerandolo una testimonianza di come talento e dedizione possano trasformare un piccolo laboratorio in un colosso internazionale. La sua richiesta di trasparenza sul capitale esterno proposto si inserisce in un contesto di maggiore attenzione verso la governance delle partecipazioni strategiche italiane.
Offerta da 30 miliardi di Michal Strnad per la holding Delfin
L’interessamento di Michal Strnad, noto finanziere e produttore di armi ceco, è stato formalizzato tramite una proposta da 30 miliardi di euro per l’intero capitale di Delfin. La proposta, comunicata ai soci nella scorsa settimana, ha immediatamente suscitato dibattiti all’interno del consiglio di amministrazione e tra gli azionisti di maggioranza. Del Vecchio, in qualità di socio di Delfin, ha dichiarato di essere stato informato nei giorni scorsi dell’arrivo di tale offerta, definendola “una valutazione che merita il massimo scrutinio”. Egli ha ribadito che ogni eventuale cessione deve tenere conto non solo del valore di mercato, ma anche della continuità storica e dell’impatto sul tessuto produttivo italiano.
Il valore simbolico di EssilorLuxottica secondo Del Vecchio
Per Leonardo Maria Del Vecchio EssilorLuxottica rappresenta più di un semplice asset finanziario: è “l’unico vero campione italiano nel mondo”, una prova tangibile di ciò che il Made in Italy può diventare quando si uniscono talento, lavoro e una visione globale. Dal piccolo laboratorio di Agordo alle filiali dislocate nei quattro continenti, il gruppo ha creato una rete capace di influenzare le tendenze della moda e della tecnologia ottica. Del Vecchio ha insistito sul fatto che la realtà aziendale non possa essere trattata come “un asset qualsiasi”, poiché è legata a un patrimonio culturale e occupazionale che supera la mera valutazione di bilancio. Questa considerazione prende ancora più peso quando si pensa alle centinaia di migliaia di dipendenti direttamente coinvolti nella produzione di occhiali in Italia.
Presidi finanziari della famiglia e richieste di trasparenza
Oltre al business degli occhiali, Delfin detiene partecipazioni rilevanti nel sistema bancario e assicurativo italiano. Del Vecchio ha ricordato che tali investimenti costituiscono “presidi che devono restare stabili, trasparenti e al servizio delle istituzioni e dei risparmiatori italiani”. In quest’ottica, ha avanzato una richiesta di verifica approfondita sull’origine e sulla struttura dei fondi proposti da Strnad. “Davanti a un’operazione di questa portata, è doveroso che la provenienza e la struttura dei fondi siano chiare, verificabili e sottoposte al pieno vaglio delle autorità competenti”, ha affermato, sottolineando la necessità di un controllo rigoroso da parte di organismi di vigilanza.
Origine dei fondi proposti
Del Vecchio ha inoltre specificato che la trasparenza non è un mero requisito formale, ma un elemento fondamentale per garantire che il capitale sia “un patrimonio dell’Italia” e non un semplice investimento speculativo. Ha invitato le autorità a esaminare attentamente le fonti di finanziamento, soprattutto considerando il profilo del proponente, coinvolto sia nel settore finanziario sia in quello della difesa. Questa attenzione alla provenienza dei capitali riflette la volontà di proteggere non solo gli asset economici, ma anche la reputazione del Paese nel contesto internazionale.
Leonardo Maria Del Vecchio ha ribadito la sua determinazione a difendere l’eredità del padre, garantendo che gli interessi di Delfin e di EssilorLuxottica rimangano ancorati alle radici italiane. Ha assicurato la volontà di proseguire il dialogo con gli altri soci, proiettando la sua azione “nel rispetto di tutti e con la determinazione di sempre”. La vicenda, ancora in fase di negoziazione, continuerà a rappresentare un punto di riferimento per la discussione sul ruolo delle grandi imprese familiari nell’economia nazionale.



