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Divieto di biglietti per i tifosi del Friuli in partita Venezia-Udinese

Il prossimo match Venezia-Udinese si giocherà senza il supporto dei tifosi friulani, dopo una decisione del prefetto Pellos legata a fatti di violenza avvenuti l'anno scorso.

Divieto di biglietti per i tifosi del Friuli in partita Venezia-Udinese

Venerdì 6 novembre alle 20.45 lo stadio Penzo di Venezia ospiterà la sfida contro l’Udinese nella undicesima giornata di Serie A. La partita è al centro di una decisione eccezionale: il prefetto di Venezia, Darco Pellos, ha emanato un’ordinanza che vieta la vendita di biglietti ai residenti del Friuli Venezia Giulia. La misura colpisce direttamente i tifosi friulani, che non potranno raggiungere la Trasferenza di San Marco.

Divieto di vendita dei biglietti ai sostenitori del Friuli

L’ordinanza, valida esclusivamente per la gara Venezia-Udinese, impedisce qualsiasi acquisto di posti da parte di chi ha la residenza nella regione settentrionale. La decisione è stata motivata dalle autorità locali come necessaria per garantire la sicurezza pubblica e per evitare il ripetersi di episodi violenti. I biglietti restanti saranno destinati a tifosi veneti e a coloro che provengono da altre aree, limitando così la presenza di gruppi potenzialmente conflittuali.

Aggressione alla stazione di Basiliano (febbraio 2025)

Il provvedimento richiama un episodio avvenuto a febbraio 2025, quando, al termine della partita Udinese-Venezia, un gruppo di sostenitori friulani fu aggredito alla stazione di Basiliano. L’attacco è stato organizzato da alcuni tifosi gemellati di Salisburgo e ha coinvolto anche tifosi del club ospitante. Otto persone sono state arrestate, e l’evento ha innescato un acceso dibattito sulla sicurezza delle trasferte calcistiche. Le forze dell’ordine hanno sottolineato che la dinamica violenta era stata favorita dalla presenza di due gruppi opposti nello stesso convoglio ferroviario.

Reazioni dei tifosi e impatto sull’Udinese

La decisione di Pellos ha suscitato forte malcontento tra i sostenitori dell’Udinese. Molti hanno definito il provvedimento ingiusto, sostenendo che la passione dei tifosi non dovrebbe essere penalizzata per le azioni di una minoranza. Alcuni gruppi hanno già avviato campagne sui social per chiedere una revisione dell’ordinanza, mentre altri hanno organizzato iniziative di sostegno a distanza, come cori online durante la partita. Dal punto di vista sportivo, l’assenza di una tifoseria organizzata potrebbe influire sull’entusiasmo in campo, sebbene la squadra sia abituata a giocare in condizioni di supporto variabile.

Le autorità confermano le misure di sicurezza

Le forze dell’ordine veneziane hanno ribadito che il divieto non è una punizione nei confronti dell’Udinese, ma una risposta preventiva a un evento che ha dimostrato la vulnerabilità delle trasferte. Il prefetto Pellos ha dichiarato che saranno valutate ulteriori azioni, quali l’intensificazione dei controlli alle stazioni e l’installazione di telecamere aggiuntive negli spostamenti dei gruppi di tifosi. La speranza è che queste misure possano ridurre il rischio di nuovi scontri, consentendo in futuro una più libera partecipazione dei tifosi alle trasferte nazionali.

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