Nelle prime ore del giorno del 14 giu 2026 sono comparsi nel quartiere Stadio di Verona una serie di adesivi e volantini recanti la scritta «Bianchi coi bianchi» insieme all’immagine di una coppia che si bacia seduta su una lavatrice con il tricolore nell’oblò. La presenza del materiale è stata segnalata dai cittadini e ha attratto subito l’attenzione delle autorità locali.
L’assessora comunale al commercio e attività economiche, Alessia Rottaha preso posizione pubblicamente dopo le segnalazioni: «Ringrazio le persone che mi hanno segnalato la comparsa nella zona dello stadio di questa campagna adesiva abusiva (ah i sedicenti difensori dell’ordine..)». In seguito ha chiarito che il Comune è intervenuto per procedere alla rimozione del materiale e ha condannato i contenuti ritenuti discriminatori.
Reazioni istituzionali e avvio delle verifiche
Di fronte alla diffusione degli adesivi il Comune di Verona ha attivato misure di intervento per rimuovere il materiale affisso negli spazi pubblici. Nella nota dell’assessora si legge che «Siamo già al lavoro per rimuovere questo materiale, che veicola messaggi inaccettabili di razzismo e sessismo». La presa di posizione sottolinea come le istituzioni intendano impedire che messaggi discriminatori restino esposti nei luoghi pubblici della città.
Verifiche della polizia sulla provenienza
La polizia ha avviato accertamenti per stabilire chi abbia prodotto e affisso i volantini e gli adesivi e per verificare se siano state rispettate eventuali autorizzazioni per affissioni pubbliche. Al momento non sono stati resi noti elementi sull’identità degli autori né sulle autorizzazioni, e le indagini sono in corso per chiarire la provenienza della campagna adesiva.
Contenuti contestati e valore simbolico dell’immagine
Il motivo della forte reazione pubblica è nei contenuti degli adesivi: oltre alla scritta provocatoria, l’immagine presente è stata definita dall’assessora una rappresentazione offensiva. Rotta ha sottolineato che «L’immagine della donna relegata a uno stereotipo degradante» costituisce un esempio particolarmente evidente di messaggi che veicolano razzismo e sessismo.
La critica istituzionale si concentra sul fatto che simboli e slogan affissi in spazi comuni possono contribuire a normalizzare atteggiamenti discriminatori. Per questo motivo le autorità locali hanno deciso di intervenire tempestivamente sulla rimozione e di monitorare la diffusione di materiale simile, con l’obiettivo di preservare la fruizione degli spazi pubblici da messaggi d’odio.
Posizione dell’assessora e richiamo ai valori della città
L’assessora Alessia Rotta ha rimarcato il carattere della comunità locale con parole che richiamano l’inclusività: «Verona – conlude Rotta – è una città aperta, inclusiva e rispettosa delle differenze. Per questo non può esserci spazio, nei suoi luoghi pubblici, per messaggi che alimentano odio e discriminazione». La dichiarazione funge da richiamo ai principi che, secondo l’amministrazione, dovrebbero guidare la convivenza urbana.
Nel contesto cittadino la reazione alle affissioni ha coinvolto sia i residenti che le istituzioni, con la condivisione di segnalazioni e la richiesta di intervento per rimuovere il materiale abusivo. L’azione di rimozione è stata giustificata dalla necessità di tutelare il decoro urbano e di contrastare messaggi che possano alimentare tensioni sociali.
Al momento non sono disponibili dettagli ulteriori sui promotori della campagna adesiva e sulle modalità con cui è stata organizzata. Le verifiche in corso da parte della polizia mirano a chiarire questi aspetti e a stabilire eventuali responsabilità amministrative o penali legate all’affissione abusiva del materiale.
La vicenda resta aperta e sorvegliata dalle autorità locali: la combinazione di segnalazioni civiche, intervento comunale e accertamenti della polizia rappresenta la sequenza di azioni intraprese per rispondere alla comparsa degli adesivi nel quartiere Stadio e per tutelare la qualità degli spazi pubblici di Verona.


