Andrij Sybiha ha protestato per la presenza del film Dau di Ilya Khrzhanovsky alla Mostra del Cinema di Venezia, annunciando la denuncia della partecipazione in vista dell’83esima edizione che si sarebbe svolta dal 2 al 12 settembre a Venezia; la nota è stata pubblica e ha sollevato una controversia diplomatica e culturale. Ultimo aggiornamento: 19 agosto 2026.
La protesta è stata motivata dal ministero degli Esteri ucraino che ha definito la presenza del film “un segnale estremamente preoccupante” in un momento di conflitto armato tra Ucraina e Russia. Questa posizione ha acceso un dibattito sulle responsabilità delle istituzioni culturali internazionali, sulla trasparenza dei finanziamenti e sull’adeguatezza delle piattaforme artistiche in un contesto dove le sanzioni economiche giocano un ruolo rilevante.
Perché la vicenda riguarda finanziamenti e sanzioni
Al centro della polemica sono emersi presunti legami finanziari fra il progetto e l’imprenditore russo Sergei Adoniev che sarebbe stato coinvolto con apporti economici consistenti al progetto, indicati in circa 25 milioni di euro, e risulta sottoposto a sanzioni da parte degli Stati Uniti e dell’Ucraina. Le autorità ucraine hanno richiamato attenzione su possibili connessioni fra i fondi e soggetti che figurano nelle liste di restrizioni, sollevando interrogativi sulla possibilità che certi progetti culturali possano funzionare come strumenti di influenza politica nel contesto della cosiddetta guerra ibrida.
Le origini del progetto e le accuse sul set a Kharkiv
Il progetto Dau ha avuto origine nel 2006 e si è sviluppato per anni: le riprese principali sono state effettuate tra il 2008 e il 2011 su un set costruito a Kharkiv in Ucraina, dove sono state girate oltre 700 ore di materiale suddivise in 15 lungometraggi e diverse serie. La produzione, ispirata alla figura del fisico sovietico Lev Landau ha attratto accuse di metodi controversi, di presunti abusi e di sfruttamento psicologico sui partecipanti; tali contestazioni hanno accompagnato il progetto fino alla sua selezione per la Mostra, alimentando la reazione delle autorità ucraine.
Reazioni della Mostra e posizioni degli artisti
La direzione della Mostra del Cinema di Venezia ha difeso la scelta di includere Dau evidenziando il valore artistico e la natura singolare del progetto, con il direttore che ha definito il film “un progetto unico, un esperimento audace”. La Biennale ha inoltre precisato che la produzione è indicata come tedesca, con coproduzioni da Francia e Svezia, e ha sottolineato che gran parte delle riprese è avvenuta in un periodo antecedente all’attuale escalation militare tra Russia e Ucraina, richiamando una distinzione temporale fra produzione e contesto geopolitico.
Fra gli interpreti del film figura il direttore d’orchestra Teodor Currentzis che ha ottenuto la cittadinanza russa nel 2014; la sua orchestra, MusicAeterna è stata indicata come beneficiaria in passato di finanziamenti collegati a soggetti vicini allo Stato russo, inclusa la VTB Bank menzionata nelle liste di sanzioni occidentali. Questi elementi hanno contribuito a intensificare le richieste di chiarimento da parte di istituzioni culturali e della comunità artistica internazionale.
Implicazioni diplomatiche e culturali
Il ministero della Cultura ucraino e il ministero degli Esteri hanno firmato dichiarazioni congiunte contro la partecipazione di Dau rilevando che la concessione di una vetrina come la Mostra in una fase di guerra può veicolare segnali ambigui sul piano politico e simbolico. La protesta formale di Andrij Sybiha ha aperto una disputa diplomatico-culturale che pone nuovamente la questione dei limiti della libertà artistica quando si intreccia con reti di influenza e interessi economici soggetti a sanzioni.
Sono attesi ulteriori sviluppi e possibili risposte formali dalla Mostra nelle settimane successive all’annuncio, mentre il caso si inserisce in una più ampia serie di controversie che hanno riguardato la partecipazione russa a manifestazioni internazionali d’arte e cinema, e che pongono interrogativi sulle procedure di valutazione e di due diligence sui finanziamenti culturali.



