Sabato 30 maggio alle 19.30 la tradizionale cena di quartiere legata a via Piave si svolgerà nei giardini di via Sernaglia, accanto al cinema Dante e al Teatro Momo, a causa dei lavori ancora in corso nel parco abituale di via Piave. L’invito è aperto: chi partecipa è chiamato a portare il proprio cibo, le bevande e le stoviglie personali, mentre l’organizzazione garantirà tavoli, acqua, vino e angurie. La serata nasce come momento di incontro e condivisione e vuole rinforzare il senso di comunità del rione.
Programma e attività della serata
La manifestazione prevede una parte conviviale con lo scambio di pietanze e un ricco calendario di iniziative per tutte le età. Sono previste performance di musica popolare e danze tradizionali aperte a chiunque voglia esibirsi, oltre a laboratori dedicati ai più piccoli che stimoleranno creatività e socialità. L’atmosfera punta a essere informale ma organizzata: le associazioni coinvolte coordinano gli spazi e gli interventi, garantendo che i momenti collettivi si svolgano in sicurezza e con spirito di festa.
Laboratori per bambini
I laboratori sono pensati come spazi di gioco educativo in cui i bambini possono sperimentare materiali, musica e movimento sotto la supervisione dei volontari. In queste attività si privilegia l’approccio partecipativo: l’obiettivo è favorire la socialità tra i ragazzi del quartiere e offrire ai genitori un’occasione per incontrarsi. I contenuti sono adatti a diverse fasce d’età e saranno gestiti da realtà associative esperte del territorio.
La mostra sui 20 anni del Gruppo di Lavoro di via Piave
Nel corso della serata verrà inaugurata una mostra che racconta i vent’anni di attività del Gruppo di Lavoro di via Piave. Il percorso espositivo ripercorre oltre 800 eventi organizzati negli anni: quindici cene di quartiere, la presentazione di cento libri e diciotto anni di scuola d’italiano e di educazione civica per persone straniere. La mostra vuole essere un bilancio condiviso e un’occasione per ricordare la storia di un impegno collettivo che ha fatto crescere la rete del quartiere.
Significato e impatto
Il racconto espositivo non è solo numeri, ma testimonianze e fotografie che mostrano il tessuto umano dietro le iniziative: volontari, migranti, famiglie e associazioni che hanno costruito relazioni durature. Questo progetto mette in luce il valore del lavoro di comunità, la capacità di trasformare piccoli gesti quotidiani in pratiche che rafforzano il senso di appartenenza e l’impegno civico locale.
Partecipazione delle associazioni e delle comunità
All’organizzazione contribuiscono numerose realtà del territorio, tra cui i Celestini, Viva Piraghetto, Pandora Laboratorio Climatico, Marghera Libera Pensante e la Casa di Amadou, insieme ad altre associazioni che stanno confermando il loro supporto. La presenza di rappresentanti delle comunità moldava, cinese e bengalese testimonia la natura pluralista dell’evento, mentre la Parrocchia di Santa Maria di Lourdes di via Piave rinnova il suo impegno per il quartiere offrendo sostegno logistico e umano.
L’incontro si propone come un’occasione per conoscersi, scambiare ricette e storie personali e consolidare legami. È anche un momento di riflessione e memoria: durante la serata sarà ricordato con affetto Jack, Giacomo Gobbato, figura significativa per molti nella comunità, valorizzando il suo contributo e lasciando spazio a ringraziamenti e ricordi condivisi.
Informazioni pratiche e inviti
La formula è informale ma organizzata: chi arriva è invitato a portare stoviglie personali e cibo da condividere, rispettando le norme di buona convivenza e igiene. L’organizzazione provvederà a tavoli, bevande di base e angurie per rinfrescare la serata. L’evento è aperto a chiunque voglia partecipare: dalle persone che vivono in via Piave fino ai residenti di Marghera, Favaro, Venezia, Giudecca, Chirignago, Zelarino e oltre, che già hanno manifestato interesse e adesione.
Partecipare significa sostenere una pratica di socialità che rende il quartiere più coeso e vivibile. La cena rappresenta un piccolo gesto di comunità che, alla lunga, produce relazioni e iniziative condivise: un esempio concreto di come la partecipazione attiva possa trasformare gli spazi urbani in luoghi di vita collettiva.