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Condannato per abusi su minore, ex istruttore lavora nella piscina della Bissuola

Una condanna per abusi su minore non ha impedito all'ex istruttore di tornare a far parte della gestione di una piscina comunale, alimentando il dibattito nella comunità sportiva di Mestre.

Condannato per abusi su minore, ex istruttore lavora nella piscina della Bissuola

Nel 2019 un uomo di 52 anni, ex istruttore di nuoto, è stato condannato a tre anni di reclusione per detenzione di materiale pedopornografico e per aver intrattenuto rapporti sessuali con una sua allieva, una ragazza di soli 14 anni di Treviso. I fatti erano avvenuti tra il 2016 e il 2017 nella piscina comunale di via Circonvallazione a Mestre.

Il gesto è stato scoperto nel 2018 quando il fratello maggiore della minorenne, preoccupato per voci provenienti dagli spogliatoi, ha segnalato la situazione ai genitori. Una rapida verifica dello smartphone della ragazza ha mostrato video, foto e messaggi che confermavano la gravità dell’accaduto. L’allenatore, legato all’associazione Nuoto Venezia di cui il padre era presidente, è stato immediatamente posto sotto processo.

Procedimento giudiziario e riduzione della pena

Il giudizio ha portato alla condanna a tre anni di carcere. Tuttavia, l’ex istruttore ha accettato un patteggiamento che ha ridotto la pena a due anni, come ha dichiarato: «ha poi ridotto la pena a due anni attraverso un patteggiamento, senza conseguenze per quanto riguarda la mia libertà». La sentenza ha sottolineato l’assenza di violenza, descrivendo il rapporto come amoroso e non come una costrizione.

Assenza di divieti specifici per l’attività lavorativa

Nel documento giudiziario non sono state previste pene accessorie che impediscano al condannato di operare in una struttura sportiva. L’ex istruttore ha quindi sostenuto di non avere più contatti diretti con i giovani, affermando: «Faccio solo l’amministratore, non sono a contatto con i giovani».

Il ruolo attuale nella piscina della Bissuola

Nonostante la condanna, la figura è rimasta legata al mondo delle piscine cittadine. Attualmente, è responsabile della gestione operativa della piscina della Bissuola ubicata nel parco Albanese. Pur non insegnando nuoto, è presente quotidianamente nell’impianto, curando gli aspetti amministrativi e organizzativi.

Le due piscine coinvolte – quella di via Circonvallazione, gestita da Nuoto Venezia e la Bissuola, amministrata da Nuotatori Veneziani – hanno siti web collegati tra loro, segnalando una stretta collaborazione tra le due realtà, nonostante le differenti società che le gestiscono.

Reazioni e dibattito nella comunità sportiva

La notizia ha riacceso un acceso dibattito tra gli ambienti sportivi di Mestre e Venezia. Molti genitori e nuotatori chiedono una revisione della presenza dell’ex istruttore all’interno di una struttura pubblica, temendo possibili ricadute. Altri sostengono che, avendo chiuso le proprie pendenze con la giustizia e non avendo sanzioni che gli vietino di lavorare, il suo ruolo amministrativo non dovrebbe essere messo in discussione.

Il Comune, che non ha informazioni dirette sul fatto che l’ex istruttore faccia parte del direttivo della società che gestisce la Bissuola, potrebbe dover valutare l’opportunità di mantenere la sua presenza, bilanciando le esigenze di sicurezza con i diritti del condannato a reintegrarsi nella vita lavorativa.

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