24 Giugno 2026 ☁ 26°

Dafoe rinnova la direzione della Biennale Teatro e chiude il 2026 con 10.000 presenze

Willem Dafoe ha ottenuto la proroga come direttore artistico della Biennale Teatro per il biennio 2027-2028. La rassegna 2026 si è chiusa in Laguna con 10.000 presenze e sale piene al 90%. Ultimi spettacoli al Teatro alle Tese dell'Arsenale e alle Tese dei Soppalchi, mentre Rai 5 trasmetterà un documentario il 10 luglio alle 18.00.

Dafoe rinnova la direzione della Biennale Teatro e chiude il 2026 con 10.000 presenze

La Biennale Teatro diretta da Willem Dafoe si conclude celebrando i numeri e consolidando la continuità artistica: il Consiglio di amministrazione presieduto da Pietrangelo Buttafuoco ha infatti confermato la figura dell’attore alla guida del settore per il biennio 2027-2028. La chiusura ufficiale della manifestazione è avvenuta domenica 21 giugno giornata che fotografa un’edizione con 10.000 presenze e sale occupate al 90%.

Il rinnovo della direzione è accompagnato da dichiarazioni che sintetizzano l’impronta del suo lavoro e la lettura istituzionale dei risultati: il presidente Buttafuoco ha evidenziato come Dafoe abbia portato in Laguna «la ricerca, la tradizione, il rito e la cura», contrapponendo questa linea a un’idea di teatro rumorosa o eccessivamente spettacolare. Allo stesso tempo lo stesso artista ha espresso gratitudine per la possibilità di proseguire il suo impegno con la Biennale di Venezia e con i collaboratori che hanno lavorato in questi due anni.

La conferma di Willem Dafoe e il bilancio dell’edizione 2026

Il rinnovo deciso dal CdA presieduto da Pietrangelo Buttafuoco sancisce la continuità del progetto artistico pensato per la Biennale Teatro: Dafoe rimarrà I dati di questa edizione parlano chiaro: complessivamente sono state registrate 10.000 presenze e le sale hanno raggiunto il 90% della capienza, segnale di una risposta di pubblico significativa. Nel commento istituzionale il presidente ha spiegato il valore dell’approccio scelto, ricordando che «Fare teatro, in senso figurato, sta a voler dire esagerare, attirare l’attenzione su di sé» e sottolineando che Dafoe ha evitato tale impostazione, puntando invece su un teatro corale e radicato nella fisicità e nella cura formale.

Le parole di Willem Dafoe sul proseguimento dell’incarico

Lo stesso Willem Dafoe ha condiviso il proprio punto di vista sulla proroga: «Sono grato per l’opportunità di continuare il mio lavoro come direttore della Biennale Teatro. Questi ultimi due anni di stretto coinvolgimento con la Biennale mi hanno permesso di esplorare il potere e la magia di quell’arte totale che è il teatro. Sono onorato di proseguire il mio lavoro con il Presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, con l’intera e dedicata squadra della Biennale di Venezia e con Valentina Alferj e Andrea Porcheddu, partendo dalle basi gettate in questi primi due anni. Un’esplorazione appassionata in cui il fare teatro nasce da un impulso creativo e può non avere un obiettivo esplicito, ma è pienamente impegnato e non perde mai di vista la convinzione che sia l’esperienza collettiva a contare».

Gli appuntamenti finali in Laguna e il documentario sul festival

La giornata conclusiva ha ospitato due titoli di rilievo che hanno segnato la chiusura del cartellone: al Teatro alle Tese dell’Arsenale alle ore 18.00 è andata in scena la nuova creazione dell’artista samoano Lemi Ponifasio intitolata Star Returning: Venice, lavoro descritto come denso e visionario; alle ore 21.00 alle Tese dei Soppalchi la coppia formata da Jacopo Giacomoni (autore) e Silvia Costa (regista) ha presentato Tacet, progetto nato sotto l’egida di Biennale College. Queste serate hanno contribuito al raggiungimento delle cifre complessive della manifestazione e hanno offerto al pubblico momenti di forte impatto performativo.

Per documentare l’esplorazione delle pratiche teatrali e delle culture coinvolte nel programma, il documentario di Save the Date racconterà l’edizione 2026: la trasmissione è prevista su Rai 5 il 10 luglio alle 18.00 con successiva replica su RaiPlay. Il filmato si propone di restituire il dialogo artistico tra personalità provenienti dai cinque continenti e le scelte curate nel corso della rassegna.

Nel complesso, l’uscita di scena dell’edizione 2026 coincide con l’avvio di un nuovo orizzonte di lavoro alla guida del settore Teatro della Biennale: la proroga per il biennio 2027-2028 apre alla prosecuzione delle linee programmatiche impostate nei due anni appena conclusi, tra attenzione al corpo, al rito e alla coralità performativa.

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