Nel cuore di Copertino, cittadina salentina famosa per il santo dei voli, don Giuseppe Venneri ha deciso di trasformare una consueta celebrazione in un monito visivo. Dopo mesi di osservazione quotidiana di rifiuti abbandonati lungo la via Specchia di San Vito, il parroco ha raccolto le immagini più eclatanti e le ha esposte sulle colonne della navata centrale della chiesa Beata Maria Vergine Addolorata. Il gesto è stato accompagnato da un’omelia in cui ha definito l’abbandono dei rifiuti un peccato grave contro il Creato e contro la stessa comunione civile.
Le foto dei rifiuti nella navata: un gesto provocatorio
Le fotografie mostrano sacchi di plastica, bottiglie di vetro infrante, secchi di vernice, teli da tinteggiatura e persino materassi, tutti sparsi come ostacoli lungo una strada che collega l’arteria provinciale al centro del paese. Don Giuseppe che oltre a essere parroco dirige la Caritas diocesana di Nardò-Gallipoli, ha evidenziato come questi rifiuti costituiscano una reale minaccia per la salute pubblica e per l’ambiente. Il sacerdote ha spiegato che la decisione di farli vedere durante la messa nasce dalla constatazione che la popolazione spesso considera l’abbandono di materiale “non pericoloso” come un gesto trascurabile, quando in realtà è un atto di incuria verso il Creato collettivo.
Le parole del parroco durante l’omelia
Nel corso dell’omelia, il sacerdote ha ricordato le parole di papa Francesco, che ha definito la Terra la nostra “casa comune”. Ha sostenuto che chi getta rifiuti per strada dimostra egoismo di futuro ignorando le conseguenze per le generazioni più giovani. “Chi abbandona i rifiuti compie un peccato grave e si allontana dalla comunione con la Chiesa e con la cittadinanza” ha dichiarato, invitando i fedeli a riflettere sul valore di un comportamento responsabile e civico.
Il segnale alla comunità e le azioni successive
Oltre alla denuncia pubblica nella chiesa, don Giuseppe ha inviato le stesse immagini alla Polizia Municipale, chiedendo l’avvio di un procedimento di denuncia. L’intervento è stato accompagnato da un percorso educativo rivolto ai ragazzi dell’Azione Cattolica Ragazzi (ACR), incentrato sulla custodia del creato e sul rispetto dell’ambiente. Il parroco ha espresso sconforto nel constatare che, nonostante gli sforzi con le famiglie per trasmettere questi valori, la realtà urbana continui a mostrare una dissonanza tra insegnamento e pratica.
Denuncia alle autorità e interventi della Caritas
L’iniziativa non si è limitata al simbolismo. Le foto sono state trasmesse al Comune e alla Caritas diocesana, che sta valutando interventi concreti per la pulizia della via Specchia e per la sensibilizzazione dei proprietari dei terreni adiacenti. Don Giuseppe ha sottolineato che la risposta delle autorità è fondamentale per evitare che l‘atto di abbandono diventi una norma non contestata, ribadendo che la tutela dell’ambiente è un dovere morale e civile.
Il parroco ha concluso l’incontro con un appello forte: chi ha lasciato i rifiuti dovrebbe recuperarli o, se impossibilitato, almeno confessare il proprio errore davanti a Dio e alla comunità. Con questa strategia le pareti sacre sono diventate specchi della realtà urbana, sperando di far emergere una consapevolezza collettiva capace di trasformare il degrado in un’opportunità di cambiamento per Copertino e i suoi abitanti.



