Nella mattinata di venerdì 22 maggio 2026 un’escursionista di 44 anni residente a Spinea è stata protagonista di un incidente sulla ferrata Angelo Viali, lungo il settore del Gramolon a Crespadoro. L’allarme è scattato quando la donna, scivolata durante il primo tratto dell’itinerario, è rimasta sospesa per l’imbrago in un punto a strapiombo, incapace di riprendere la progressione e impossibilitata a scendere autonomamente.
Il compagno, che si trovava più sopra sulla parete, ha provato senza successo ad avvicinarsi per assisterla. Data la conformazione del luogo e la posizione della persona coinvolta, le squadre di soccorso hanno deciso di attivare un intervento aereo. Il recupero si è svolto con mezzi specializzati e ha richiesto l’intervento diretto di personale addestrato per il lavoro in parete.
Modalità dell’incidente e primo intervento
L’episodio si è verificato sul primo tratto della via attrezzata, una sezione spesso affrontata da escursionisti con esperienza variabile. La ferrata è un itinerario attrezzato che richiede equilibrio, uso corretto dei dispositivi di sicurezza e attenzione ai passaggi esposti. Nel caso specifico, la donna è scivolata e l’imbrago ha evitato la caduta libera, lasciandola però in una posizione precaria su uno strapiombo, sospesa rispetto al sentiero sottostante.
Il punto critico
Il luogo dell’incidente presentava una parete verticale dove la distanza tra il sostegno naturale e il tratto percorribile è ridotta; questa conformazione ha impedito al compagno di raggiungere la donna senza mettere a rischio la propria incolumità. In situazioni simili, gli operatori valutano rapidamente accessibilità, condizioni meteo e stabilità del terreno per decidere la miglior strategia di recupero, privilegiando sempre la sicurezza dell’operatore e della persona coinvolta.
Il soccorso aereo: tecniche e attori coinvolti
Una volta individuata la posizione esatta, l’elicottero di Verona Emergenza è intervenuto con la procedura tipica per questo tipo di emergenze: il mezzo si è posizionato in hovering e ha calato con il verricello un tecnico specializzato. Il tecnico di elisoccorso è stato agganciato e calato fin vicino alla donna, operando in spazi ridotti e su parete esposta per poterla assicurare e staccare dalla roccia in sicurezza.
Tecniche di recupero
Il recupero con verricello è una soluzione impiegata quando l’accesso via terra è difficile o troppo rischioso. Il tecnico ha provveduto a collegare la persona al sistema di recupero e ad allontanarla dalla parete, operazione che richiede coordinamento tra pilota, operatore e squadra a terra. L’uso combinato di eliassistenza e personale di soccorso specializzato è fondamentale nei canyon e nelle vie ferrate ripide, dove il margine di errore è minimo.
Esito dell’intervento e raccomandazioni
Dopo il recupero, la donna è stata trasportata al Rifugio Bertagnoli per una valutazione più approfondita. Presentava una probabile lesione alla caviglia e alcune escoriazioni alle gambe causate dalla caduta e dall’attrito con la roccia, ma ha rifiutato il trasferimento in ospedale. È rimasta in attesa del compagno, che ha fatto rientro in autonomia. L’intervento si è concluso senza ulteriori complicazioni, grazie alla rapidità e alla coordinazione delle forze coinvolte.
Questo episodio sottolinea l’importanza di preparazione e prudenza quando si affrontano itinerari attrezzati. Consigli pratici includono l’uso corretto dei dispositivi di protezione individuale, il controllo dell’attrezzatura prima della salita e la valutazione oggettiva delle proprie capacità. In caso di difficoltà, chiamare subito i soccorsi e fornire informazioni precise sulla posizione può fare la differenza tra un intervento rapido e situazioni più pericolose.