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Finanziamento illecito ai partiti: la difesa di Brugnaro si appella alla legge

La difesa di Luigi Brugnaro, ex sindaco di Venezia, si dice stupita dal rinvio a giudizio per finanziamento illecito ai partiti, sostenendo l'innocenza del cliente e la correttezza delle rendicontazioni.

Finanziamento illecito ai partiti: la difesa di Brugnaro si appella alla legge

Luigi Brugnaroex sindaco di Venezia, è stato rinviato a giudizio per presunti finanziamenti illeciti e violazioni della legge elettorale; l’udienza è fissata a Venezia il 21 settembre davanti alla giudice Francesca Cattarossi. La decisione di andare a dibattimento è stata comunicata venerdì 5 giugno e ha fatto seguito al rinvio a giudizio disposto dal Gup Lea Acampora. Ultimo aggiornamento: 6 giugno 2026.

Il procedimento ha rilievo per i presunti superamenti dei tetti di spesa nella campagna del 2026 e per il perimetro temporale delle rendicontazioni. In aula compariranno, oltre a Brugnaro, anche il capo di gabinetto Morris CeronWalter Bianchi del Consorzio produzione e sviluppo Nordest e Adriano Giugiemandatario delle spese, accusati a vario titolo di falso e finanziamento illecito.

Le accuse contestate e i numeri dell’indagine

Secondo l’impostazione accusatoria, Brugnaro e i collaboratori avrebbero oltrepassato i limiti previsti dalla legge 96/2012330 mila euro per il candidato sindaco e 205 mila euro per le liste. Gli atti indicano l’utilizzo di contributi per 513 mila euroa fronte di una dichiarazione al Collegio regionale di garanzia di 251.202 euro di spese e 251.548 euro di entrate. La Guardia di finanza ha ricostruito un finanziamento complessivo fino a 900 mila euro in un periodo compreso tra dicembre 2019 e dicembre 2026, con comunicazioni del mandatario limitate ai 45 giorni antecedenti il voto.

Nell’ipotesi accusatoria, oltre alle sanzioni amministrative, sarebbero configurabili effetti come ineleggibilità e decadenza. Il quadro dibattimentale verificherà la natura dei flussi, la corretta imputazione temporale delle spese e la compatibilità con i limiti di spesa. Il procedimento, avviato dopo il vaglio del Gupmira a chiarire la sussistenza di eventuali condotte elusive e la rilevanza penale delle presunte omissioni nelle comunicazioni elettorali.

Le argomentazioni della difesa e l’agenda in aula

La difesa di Brugnaro, affidata agli avvocati Alessandro RampinelliGiulia Ranzato e Alberto Berardiha contestato il rinvio a giudizio, definendo il processo “totalmente inutile”. I legali hanno depositato una consulenza tecnica fattura per fattura per provare che beni e servizi contestati ricadono fuori dal periodo legale di campagna elettorale. “Della prescrizione Luigi Brugnaro non sa che farsene”, ha dichiarato Rampinelli, rivendicando la volontà di accertare nel merito la correttezza delle condotte.

I difensori sostengono che i fondi siano provenuti da Brugnaro tramite due società, con versamenti ai comitati regolarmente registrati a bilancio. Ribadiscono che l’inizio e la fine della campagna sono definiti dal legislatore e non dall’autorità giudiziaria, e che nel dicembre 2019 non era stata avviata alcuna campagna per elezioni tenute nel settembre 2026. Richiamano inoltre la natura di Un’impresa Comune come associazione politico-sociale attiva dal 2015, non un partito, e che l’unico partito riferibile a Brugnaro, Coraggio Italiaè stato costituito il 14 luglio 2026. La difesa richiama, infine, i controlli positivi del Comitato elettorale e della Corte dei Conti sulle rendicontazioni.

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