Giovedì pomeriggio una lite familiare a San Stino di Livenza si è trasformata in un dramma: una donna di 53 anni, identificata come Chiara Guerraè stata uccisa e, secondo quanto emerso dalle indagini, il presunto autore è il nipote, un ragazzo di 17 anni. La denuncia della scomparsa era stata presentata lo stesso giorno e le successive attività investigative dei Carabinieri hanno portato all’arresto del giovane nella notte tra sabato e domenica.
Confessione e attività delle procure
Durante l’interrogatorio notturno il ragazzo ha dichiarato di essere responsabile dell’omicidio e avrebbe riferito di aver usato un coltello per colpire la zia. Il sostituto procuratore Carmelo Barbaro della Procura di Pordenone ha raccolto la confessione, poi il fascicolo è stato trasmesso alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minori di Triestecompetente per l’età dell’indagato. Il giovane, che compirà 18 anni tra pochi mesi, è italiano e originario di San Stino di Livenza. Le autorità hanno messo sotto sequestro l’abitazione interessata dalle indagini.
Accertamenti e persona coinvolte
I rilievi sul posto sono stati condotti dai Carabinieri della compagnia di Portogruaro insieme ai colleghi del comando di Mestre; al lavoro anche il medico legale Antonello Cirnelli. Le verifiche comprendono audizioni di altri familiari per ricostruire i rapporti interni alla famiglia e le possibili motivazioni del delitto. Tra le ipotesi oggetto di verifica, i militari segnalano dissidi legati a una presunta eredità che coinvolgerebbero la vittima e suo fratello, il padre del ragazzo.
Il trasporto del corpo e le ricerche nel canale Malgher
Secondo quanto dichiarato dal ragazzo, dopo l’omicidio avrebbe caricato il corpo su una carriolalo avrebbe coperto con un telo e lo avrebbe trasportato fino al canale Malgherdove lo avrebbe gettato. Il canale scorre vicino all’abitazione e attraversa anche una porzione del centro cittadino di una comunità di circa 12mila abitanti. Le ricerche del cadavere sono iniziate sabato sera e, nonostante l’intervento prolungato, il corpo non è ancora stato recuperato nella notte tra sabato e domenica e nelle prime ore di domenica 14 giugno.
Intervento dei Vigili del Fuoco e sommozzatori
Alle operazioni di ricerca hanno partecipato i Vigili del Fuoco del distaccamento locale e, in rinforzo, il reparto sommozzatori specializzato di Venezia insieme ai colleghi del 115 di Portogruaro. Le immersioni e le perlustrazioni, sospese durante la notte, sono riprese all’alba ma finora non hanno permesso di rinvenire il corpo. Le correnti del sistema idrografico locale complicano le ricerche: il canale Malgher si congiunge a valle con il Lonconche a sua volta immette il suo corso nel Lemenecon possibile sbocco verso l’Adriatico.
Gli inquirenti hanno indicato una zona precisa nei pressi di una chiusa tra via Canaletta e via Verdi, dove si concentrano le attività di ricerca. Tuttavia la presenza di correnti e il tempo trascorso rendono plausibile che la salma sia stata trascinata lontano dal punto indicato dal giovane. Le autorità mantengono gli accertamenti aperti, incluse le analisi su eventuali elementi di prova rinvenuti presso l’abitazione e lungo il percorso dichiarato.
La vittima, che viveva da sola in un’abitazione separata rispetto a quella del nipote, era nubile e non aveva figli. L’arresto del 17enne è avvenuto dopo ore di indagini condotte dai Carabinieri di Portogruaro e Mestre che, a più riprese, hanno interrogato il giovane fino alla confessione notturna al magistrato di Pordenone. Al momento le autorità proseguono le attività investigative per completare la ricostruzione dei fatti e localizzare il corpo.


