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Graffiti al parco Agorà: il Comune esige 3mila euro di risarcimento

Il Comune di San Donà non accetta sconti: due famiglie pagheranno 3mila euro per i graffiti al parco Agorà.

Graffiti al parco Agorà: il Comune esige 3mila euro di risarcimento

Nel cuore di San Donà, il parco Agorà è stato profanato a luglio scorso da due giovani, entrambi minori, che hanno lasciato spray e scritte sui muri tra il centro culturale Leonardo Da Vinci e la sala mostre Battistella. Le immagini delle telecamere comunali hanno permesso alla Polizia Locale di riconoscere gli autori, nonché di identificare le loro famiglie di origine straniera.

Procedura di risarcimento e prime sanzioni

Una delle due famiglie ha già versato interamente 976 euro per la rimozione dei graffi, mentre il danno residuo, valutato da periti comunali, ammonta a 3 000 euro. La madre di uno dei trasgressori, presente al municipio, ha chiesto una riduzione dell’importo e la possibilità di pagare a rate, proponendosi anche di ridipingere le superfici danneggiate.

Il ragionamento dell’Amministrazione

Alberto Teso, sindaco di San Donà, ha risposto in maniera ferma: «Chi danneggia i beni pubblici deve pagare per il ripristino dell’area». L’amministrazione ha ritenuto, quindi, di non concedere alcuna riduzione perché la cifra richiesta copre esattamente il costo necessario per il ripristino. Tuttavia, ha accettato la proposta di rateizzazione: 500 euro saranno versati subito, seguiti da pagamenti mensili di 150 euro. L’accordo prevede la perdita del beneficio di rate se anche una sola scadenza dovesse essere mancata.

Azioni legali e responsabilità dei genitori

Nel mese di aprile scorso, il Comune ha affidato all’Avvocatura della Città metropolitana il compito di recuperare le somme dovute. Teso ha spiegato che la normativa prevede la responsabilità dei genitori per gli atti illeciti dei figli minorenni, e che, se necessario, si ricorrerà alle vie giudiziarie per ottenere il rimborso dei costi di ripristino e delle spese legali.

Altri casi di vandalismo in coda

Il sindaco ha inoltre annunciato che non è l’unico episodio. Un altro danno, relativo a un ascensore del centro culturale, è stato provocato da un minore e potrebbe comportare un risarcimento superiore a 10 000 euro. Anche in quel caso, l’Amministrazione agirà con l’Avvocatura, qualora vengano identificati i responsabili, ribadendo che non è corretto far ricadere sui contribuenti il costo di atti vandalici.

Messaggio di deterrenza e educazione civica

Alberto Teso ha concluso sottolineando che il principio guida è chiaro: chi danneggia un bene pubblico deve assumersi la responsabilità e risarcire la collettività. L’obiettivo è inviare un segnale forte sia per la salvaguardia del decoro urbano sia per incentivare una maggiore vigilanza da parte dei genitori nei confronti dei propri figli.

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