Nella serata di Ferragosto, un episodio di violenza ha coinvolto un marinaio Actv durante il deflusso dei tifosi dalla partita di Coppa Italia tra Venezia e Modena. L’incidente è avvenuto all’imbarcadero di Sant’Elena, dove il personale Actv stava gestendo la calca di persone che cercavano di salire sui vaporetti.
Questo episodio si inserisce in una serie di aggressioni ai danni del personale Actv, dopo il grave incidente di due settimane fa, quando un marinaio fu spinto in acqua da un passeggero alterato alla fermata delle Zitelle alla Giudecca.
L’aggressione durante il deflusso dei tifosi
La situazione è degenerata quando un tifoso locale ha cercato di saltare la fila per imbarcarsi sul vaporetto. Il marinaio, nel tentativo di mantenere l’ordine e garantire la sicurezza dei passeggeri, ha fatto passare avanti un padre con due bambini per evitare che rimanessero schiacciati nella folla.
Il tifoso, insoddisfatto della situazione, ha iniziato a discutere animatamente con il marinaio. La discussione è rapidamente degenerata in violenza fisica: il tifoso ha colpito il marinaio con due pugni al volto, causando una contusione alla mascella e problemi a un timpano.
Le conseguenze per il marinaio
Il marinaio ha dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso per le ferite riportate. Il pilota del vaporetto ha sospeso la corsa e ha contattato la centrale operativa, attendendo l’arrivo dei soccorsi sanitari e delle forze dell’ordine. Secondo le testimonianze, il tifoso aggressore è stato identificato e imbarcato sul mezzo diretto verso Piazzale Roma.
La risposta di Actv e dei sindacati
L’azienda Avm-Actv ha condannato duramente l’episodio, definendolo un atto deprecabile che va condannato senza alcuna condizione. L’azienda ha ricordato le misure avviate per aumentare la sicurezza dei lavoratori, tra cui l’installazione di telecamere a bordo e il progetto bodycam in fase di confronto.
I sindacati e la rappresentanza sindacale aziendale hanno espresso massima solidarietà al lavoratore aggredito e hanno richiesto provvedimenti concreti per prevenire futuri episodi di violenza. Tra le misure richieste, l’installazione di telecamere di bordo e un potenziamento dei presidi di sicurezza, soprattutto sulle linee e nelle fasce orarie storicamente più critiche.
Il coordinamento Rsu ha sottolineato che ogni aggressione a un lavoratore del trasporto pubblico è un attacco a tutta la collettività. Hanno chiesto risposte immediate e misure concrete per proteggere chi ogni giorno assicura un servizio essenziale per la mobilità a Venezia.



