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Monumento commemorativo in bronzo sottratto a Montebelluna: indagini in corso

La statua in bronzo dedicata alle vittime dei lager è stata asportata da Montebelluna. Sul posto sono stati trovati attrezzi e manca una videocamera puntata sull'area, mentre il sindaco condanna l'atto e le forze dell'ordine cercano elementi utili alle indagini

Monumento commemorativo in bronzo sottratto a Montebelluna: indagini in corso

Un monumento in bronzo che onorava le persone deportate nei lager nazisti è stato rimosso dal luogo in cui si trovava a Montebelluna. A denunciare l’accaduto è stato un cittadino che, notando l’assenza dell’opera, ha allertato le autorità locali: carabinieri e polizia locale hanno avviato gli accertamenti.

Sul terreno dove sorgeva la scultura sono stati rinvenuti alcuni attrezzi presumibilmente utilizzati per il furto, tra cui un seghetto e un piede di porco, mentre sono scomparse anche alcune colombe decorative facenti parte del complesso monumentale. Le indagini proseguono per chiarire dinamica e responsabilità.

Il furto e i rilievi sul posto

Secondo le prime ricostruzioni, l’opera è stata asportata durante la notte. Sul luogo sono stati effettuati rilievi per reperire tracce utili: il ritrovamento di un seghetto e di un piede di porco suggerisce un intervento pianificato e non un atto impulsivo. Le forze dell’ordine hanno raccolto testimonianze e materiale probatorio per stabilire tempi e modalità dell’operazione.

Elementi di prova e videosorveglianza

Nei pressi insiste una telecamera di sorveglianza che potrebbe fornire indicazioni importanti, ma gli investigatori hanno riscontrato che la videocamera non era rivolta nella stessa posizione in cui normalmente puntava verso il monumento, rendendo più complessa l’analisi delle immagini. Nonostante ciò, gli inquirenti stanno esaminando i fotogrammi disponibili e cercando altri dispositivi utili sul territorio.

Ipotesi sulla dinamica

Tra le ipotesi al vaglio c’è quella di ladri mossi dal valore intrinseco del metallo, che avrebbero ignorato il valore storico e simbolico dell’opera. Tuttavia, non è esclusa la possibilità che il gesto abbia anche una matrice simbolica o ideologica: gli investigatori mantengono aperte più piste per non escludere alcuna motivazione.

La reazione delle istituzioni e della comunità

Il sindaco di Montebelluna ha definito l’accaduto «un atto criminoso, inaccettabile sia nella forma che nella sostanza», sottolineando come la sottrazione colpisca non solo un bene pubblico ma anche un simbolo che conserva la memoria di una delle pagine più drammatiche della storia. La reazione delle istituzioni locali è stata immediata e orientata a sostenere le indagini e a tutelare il patrimonio cittadino.

Valore simbolico e tutela della memoria

Il monumento aveva una funzione commemorativa precisa: ricordare le vittime dei lager nazisti e fungere da luogo di memoria collettiva. Il gesto, per molti residenti, mette in luce la fragilità delle opere esposte in spazi pubblici e solleva interrogativi sulla necessità di maggiore protezione per i luoghi dedicati alla memoria storica.

Conseguenze pratiche e prossimi passi

Oltre agli aspetti emotivi e simbolici, il furto comporta una serie di azioni pratiche: valutazioni sul valore economico dell’opera, possibili interventi di monitoraggio e il confronto con esperti per decidere come procedere in caso di recupero o ricostruzione. Le autorità hanno raccolto elementi e proseguiranno con indagini tecniche e informative per risalire agli autori.

Possibili scenari futuri

Se il movente fosse esclusivamente il valore del bronzo, si configurerebbe un reato tipico di soprusi ai danni del patrimonio pubblico; in alternativa, se emergessero finalità simboliche, la vicenda assumerebbe una rilevanza diversa, con ricadute maggiori sul piano sociale e politico. In entrambi i casi, la priorità rimane il recupero dell’opera e il rafforzamento delle misure di protezione per i monumenti cittadini.

La comunità locale attende sviluppi mentre gli inquirenti continuano a valutare tutte le piste. Nel frattempo, la vicenda riapre il dibattito su come proteggere i luoghi della memoria e garantire che simboli pubblici non vengano cancellati dall’azione di pochi.

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