La comunità di Camponogara e le località vicine si preparano a dare l’ultimo saluto a Marco Re figura conosciuta anche a Mira e originaria di Sambruson di Dolo. Aveva 54 anni e la malattia che lo aveva colpito lo scorso gennaio ha purtroppo avuto un esito letale. La celebrazione funebre è stata fissata per sabato 24 ottobre alle 10 nella chiesa del Santissimo Redentore a Calcroci di Camponogara.
Accanto al cordoglio della famiglia si è stretto un ampio giro di amici e colleghi: chi lo ha conosciuto ricorda la sua disponibilità e il profilo umano che lo contraddistingueva. La moglie, Monica è stata al suo fianco negli ultimi mesi e ha voluto raccontare alcuni frammenti della loro vita insieme, segnati da affetto e cura reciproca.
Il ricordo della moglie e il valore umano di Marco
Monica ha descritto Marco con parole che mettono in luce la sua personalità: «Era una brava persona, onesta, corretta e umile, con tantissime qualità». Ha poi aggiunto che lui «Si dava sempre molto da fare anche per gli altri», ricordando le tante telefonate e i messaggi di vicinanza ricevuti in questi giorni difficili. Dalle sue parole emerge l’immagine di un uomo attento agli altri, che metteva concretezza nell’aiuto e nella presenza verso chi aveva bisogno.
La malattia era infatti comparsa lo scorso gennaio. All’inizio le terapie sembravano avere effetti positivi e Marco mostrava segni di reazione, anche se il recupero procedeva con lentezza. Tuttavia, a partire da settembre le condizioni cliniche si sono aggravate, rendendo la situazione sempre più complessa. In questa fase delicata, la coppia ha scelto di formalizzare la loro unione civile in modo semplice, celebrando il matrimonio in casa per poter condividere quel momento nonostante le difficoltà.
Il percorso lavorativo all’Omeca di Gambarare
La vita professionale di Marco è strettamente legata all’azienda Omeca di Gambarare specializzata nella carpenteria metallica e nella trafilatura per trasformatori. Entrato in azienda il 14 luglio 1988 appena sedicenne, Marco ha costruito una carriera lunga e continuativa, diventando un punto di riferimento per colleghi e titolari.
Andrea Cavalletto oggi alla guida dell’azienda fondata da Paolo Cavalletto ricorda come Marco fosse «poco più di un ragazzino quando ha iniziato» e come, nel tempo, fosse diventato «un uomo di grande fiducia». Andrea sottolinea il valore professionale di Marco: carpentiere e saldatore esperto, capace di lavorare sia in cantiere sia nei montaggi in azienda, ma soprattutto dotato di una solida etica del lavoro.
Secondo il racconto di Andrea, Marco si distingueva per serietà, responsabilità e capacità organizzative: caratteristiche che ne hanno fatto una «presenza di assoluta fiducia» per l’impresa. Il legame con l’Omeca è quindi duraturo e segnato da una piena condivisione di impegni e responsabilità lavorative.
Un collaboratore insostituibile
Nel corso dei decenni Marco è passato dall’essere un giovane apprendista a diventare un collaboratore storico: un percorso che parla di costanza e dedizione. Le parole dei colleghi e della famiglia rimarcano non solo le competenze tecniche, ma anche il carattere con cui affrontava ogni incarico, mettendo impegno e passione in ogni attività.
La comunità locale, dalle origini a Sambruson di Dolo fino a Camponogara e Mira, si è unita nel ricordo di un uomo che ha saputo lasciare un segno nei luoghi in cui ha vissuto e lavorato. Per chi lo ha conosciuto rimane l’immagine di una persona posata, concreta e sempre pronta a offrire una mano.
Le esequie rappresentano ora il momento pubblico per commemorare la figura di Marco e per consentire a familiari, amici e colleghi di salutare chi è stato parte integrante di più comunità locali.



