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Mostra a Conegliano: il ritratto femminile tra Ottocento e Novecento

Una mostra a Palazzo Sarcinelli ripercorre, con più di 70 opere, la metamorfosi del ruolo femminile dalla metà dell'Ottocento agli anni Cinquanta del Novecento.

Mostra a Conegliano: il ritratto femminile tra Ottocento e Novecento

Dal 21 ottobre al 5 aprile 2027 Palazzo Sarcinelli a Conegliano ospita Ritratti di donna. Tra Hayez, Boldini e Carrà un’esposizione che mette a confronto oltre 70 opere per tracciare i cambiamenti dell’immagine femminile tra la metà dell’Ottocento e gli anni Cinquanta del Novecento. Organizzata da Artika in collaborazione con il Museo Bagatti Valsecchi e con il contributo del Comune di Conegliano la mostra propone un percorso che intreccia arte e trasformazioni sociali.

Curata da Antonio D’Amico l’esposizione analizza come i ritratti abbiamo contribuito a rappresentare non solo l’aspetto estetico, ma anche le aspirazioni e i mutamenti di ruolo della donna nel tempo. Le opere selezionate documentano un arco cronologico esteso che comprende artisti celebri e protagonisti meno noti, offrendo chiavi di lettura multiple per comprendere l’evoluzione dei modelli femminili.

Un percorso espositivo che racconta cambiamenti sociali e professionali

Il percorso espositivo riunisce più di 70 opere che permettono di osservare come, in un periodo segnato da profonde trasformazioni politiche ed economiche, l’immagine della donna abbia subito una progressiva ridefinizione. I ritratti non rimangono confinati alla sola rappresentazione iconografica: divengono strumenti per mettere in luce la conquista di nuovi spazi professionali e civili. Come sottolinea il curatore, “gli artisti sono rimasti sempre molto sensibili non soltanto all’universo femminile, ma anche al desiderio di collocare la donna all’interno di tutto ciò che accade nella nostra società“; questa sensibilità emerge nei lavori esposti, che mostrano la donna come protagonista delle trasformazioni storiche.

Dal ruolo domestico alla partecipazione pubblica

Le opere selezionate evidenziano il progressivo superamento degli stereotipi tradizionali: la figura femminile ritratta non è più confinata al solo ruolo di madre e moglie. D’Amico definisce la nuova immagine come “una donna consapevole del suo io, della sua femminilità ma soprattutto non soltanto dell’essere madre, moglie e donna di casa”. Questa citazione riassume il cuore tematico della mostra: la rappresentazione della donna che lavora, che rivendica spazi nella carriera e che conquista diritti sociali e professionali.

La selezione delle opere e i protagonisti del periodo

Tra i nomi rimandati dal titolo compaiono figure come HayezBoldini e Carrà ma la rassegna include anche altri artisti che hanno contribuito a costruire la genesi della figura femminile tra la metà dell’Ottocento e gli anni Cinquanta del Novecento. Il periodo considerato attraversa cambiamenti di grande portata nella penisola: trasformazioni politiche, tensioni economiche e mutamenti culturali che hanno influenzato le rappresentazioni artistiche. Il dialogo tra opere di epoche diverse permette di seguire scelte stilistiche e narrative differenti, tutte orientate a leggere la condizione femminile nel contesto storico.

Valore storico e artistico della mostra

L’allestimento a Palazzo Sarcinelli mette in evidenza come il ritratto sia stato strumento di indagine sociale: oltre a funzioni estetiche, molti dipinti svolgono una funzione documentaria, fotografando trasformazioni del costume e dei ruoli. L’insieme delle opere offre ai visitatori l’opportunità di cogliere non solo i cambiamenti di gusto artistico, ma anche le fasi dell’emancipazione sociale femminile, dall’affermazione di nuove professioni fino alla conquista di diritti civili.

Visitare la mostra significa quindi seguire una narrazione in cui l’arte non è solo rappresentazione, ma testimonianza della storia sociale: i ritratti funzionano come specchi che riflettono aspirazioni personali e tensioni collettive, offrendo una lettura complessa e stratificata della presenza femminile nella società.

La rassegna è aperta al pubblico dal 21 ottobre al 5 aprile 2027 e rappresenta un’occasione per approfondire la relazione tra arte e trasformazione dei ruoli sociali, grazie alla collaborazione fra istituzioni culturali e amministrazione locale che hanno reso possibile l’evento.

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