Nel corso di settembre, la Mostra del cinema di Venezia è tornata al centro di un acceso dibattito economico. Il direttore della Biennale, Alberto Barbera, ha sostenuto che il Lido di Venezia risulta più costoso rispetto a Cannes durante lo stesso periodo festivaliero. La polemica ha rapidamente coinvolto gli albergatori locali, spingendo la presidente del Consorzio “Venezia e il suo Lido”, Michela Cafarchia, a richiedere la creazione di un tavolo di lavoro fra operatori alberghieri e la Biennale a partire da ottobre.
Un accordo di 200 camere e la verifica dei prezzi
Il Consorzio gestisce una rete di 24 strutture che mette a disposizione 200 camere riservate agli ospiti della Biennale a tariffe prefissate. Grazie a una piattaforma di monitoraggio in tempo reale, è possibile confrontare domanda e offerta in maniera trasparente. Cafarchia ha illustrato delle simulazioni effettuate con i dati di Cannes, dimostrando che “non è affatto vero che il Lido sia più caro di Cannes”: anche a Cannes si trovano quattro stelle a mille euro a notte e tre stelle a prezzi rilevanti. Sul Lido, una camera quattro stelle costa in media circa 440 euro per notte, cifra che rimane competitiva rispetto a quella di altre capitali del cinema.
Il caso Excelsior: caffè a 50 euro e divieto di foto
Un altro nodo della controversia riguarda l’iconico hotel Excelsior, considerato il cuore pulsante della manifestazione. I visitatori hanno lamentato un caffè venduto a 50 euro e l’impossibilità di scattare foto nei pressi del locale. La proprietaria ha già avviato un confronto con i vertici londinesi della catena, promettendo di esaminare attentamente le segnalazioni. Anche se tali elementi possono apparire marginali, essi rischiano di alimentare una percezione di eccesso che potrebbe danneggiare l’immagine della Mostra.
Le posizioni degli albergatori di lusso
Tra i protagonisti della discussione spicca Teodoro Russo, presidente del Grande albergo Ausonia Hungaria uno dei due hotel a cinque stelle della zona. Russo ha definito le critiche “puerili” e ha rimarcato che i prezzi riflettono normali logiche di mercato. Secondo lui, la Mostra dura solo dieci giorni, ma gli alberghi operano tutto l’anno e subiscono notevoli sacrifici. Ha inoltre suggerito l’idea di un Museo permanente del cinema al piano terra del Casinò, come possibile soluzione per garantire occupazione continuativa.
Chiusura e invito al dialogo
Flavio Carraro, altro rappresentante della categoria, ha concluso esortando a “mettere un freno a queste polemiche”, sottolineando che i prezzi sono in linea con l’andamento di mercato e che non si dovrebbe incolpare gli alberghi per eventuali criticità. La proposta di un tavolo di confronto, prevista per ottobre, rappresenta la via più costruttiva per risolvere le divergenze e garantire che la Biennale e il Lido di Venezia possano continuare a offrire un’accoglienza di livello senza ulteriori incomprensioni.



