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Sala slot a Padova sequestrata dalla Guardia di Finanza per 260mila euro

La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Padova ha eseguito il sequestro preventivo di una sala slot a Cittadella e di beni per circa 260mila euro dopo indagini che hanno rilevato "ripetute violazioni" antiriciclaggio e l'uso del POS come bancomat, con un volume di operazioni superiori a 1,1 milione di euro nel periodo 2026/2026.

Sala slot a Padova sequestrata dalla Guardia di Finanza per 260mila euro

Il Comando Provinciale di Padova della Guardia di Finanza ha eseguito, in data 18 giugno 2026, un decreto di sequestro preventivo che ha interessato una sala slot ubicata nella provincia e la relativa disponibilità finanziaria per un valore complessivo di circa 260mila euro. L’operazione, coordinata con la Procura della Repubblica (Padova)riguarda reati contestati quali esercizio abusivo di servizi di pagamentosottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e autoriciclaggio.

Le attività investigative sono state condotte dalla Compagnia di Cittadella e hanno portato all’iscrizione di tre soggetti di nazionalità cinese tra gli indagati. Durante le verifiche i finanzieri hanno riscontrato, come descritto nel quadro indiziario, “ripetute violazioni” agli obblighi di adeguata verifica della clientela previsti dalla normativa antiriciclaggio e il mancato rispetto dei limiti orari stabiliti dalla legge regionale del Veneto per l’accensione dei dispositivi da intrattenimento.

Continuità aziendale e debiti verso l’Erario

Gli approfondimenti finanziari hanno dimostrato che la sala slot operava in continuità con una precedente società di gioco gestita dagli stessi indagati: tale società era gravata da oltre 720mila euro di debiti verso l’Erario. Secondo gli accertamenti, il passaggio tra le due realtà societarie è avvenuto tramite un contratto ritenuto fittizio di cessione del ramo d’azienda, meccanismo che ha consentito di proseguire l’attività nonostante l’esposizione debitoria.

Uso improprio del POS e volume delle operazioni

La documentazione raccolta e le analisi contabili hanno evidenziato che la sala erogava ai clienti denaro contante a fronte di pagamenti effettuati tramite POSche veniva quindi sfruttato alla stregua di un bancomat. Il volume delle operazioni collegate a questo presunto esercizio abusivo del servizio di pagamento è stato quantificato in oltre 1,1 milione di euro nel solo periodo 2026/2026. I proventi ritenuti illeciti sarebbero stati successivamente reinvestiti nella società di gioco, secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza.

Sequestro di beni e valore complessivo

Su disposizione del Tribunale di Padovai finanzieri della Compagnia di Cittadella hanno proceduto al sequestro preventivo dei locali destinati all’esercizio dell’attività di gioco e di una serie di disponibilità finanziarie. Tra gli importi recuperati figurano somme custodite in cassette di sicurezza e denaro occultato in borselli all’interno delle residenze degli indagati, oltre a beni di valore come gioielli, orologi e autovetture di grossa cilindrata, per un valore complessivo stimato in circa 260mila euro.

L’intervento è stato motivato dall’esigenza di impedire la dispersione o la sottrazione dei presunti proventi illeciti durante la fase delle indagini preliminari. È stato altresì sottolineato che il procedimento resta in fase istruttoria e che gli indagati devono essere considerati non colpevoli fino a una eventuale sentenza definitiva.

L’operazione rappresenta un episodio di contrasto alle fattispecie che minacciano l’entrata erariale e la regolarità del mercato del gioco: l’azione ha coinvolto in modo coordinato organi giudiziari e militari specializzati per ricostruire i flussi finanziari e i legami societari alla base dell’attività contestata nella provincia di Padova.

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