La tragedia di Camponogara ha scosso l’intera comunità del Veneto. Tania Terrin, 39 anni, è stata trovata senza vita nella sua abitazione la sera di Ferragosto. L’autore del gesto, Dino Keber, 43enne meccanico di Sambruson di Dolo, si è tolto la vita dopo aver strangolato l’ex compagna. Questo femminicidio, purtroppo, non è stato un evento improvviso, ma il culmine di una serie di violenze e minacce che Keber aveva già rivolto ad altre donne.
Un passato di violenze e denunce ritirate
Keber era già noto alle forze dell’ordine. Prima di Tania, altre tre donne avevano denunciato il meccanico per violenza e maltrattamenti. Tuttavia, tutte le denunce erano state ritirate, spesso sotto pressione dell’uomo stesso. “Lui faceva credere loro che se lo avessero denunciato si sarebbe ucciso”, racconta K.A., un’amica di una delle ex compagne di Keber. “Il copione che ripeteva era sempre lo stesso: prometteva di cambiare, dava la colpa ai farmaci, alla depressione, al suo stato di salute precario.”
Le testimonianze dei vicini
Le testimonianze dei vicini e dei compaesani di Keber dipingono un quadro preoccupante. “Quando mi hanno telefonato per dirmi che erano stati trovati morti sia lui che Tania”, racconta M.V., un compaesano, “la prima cosa che ho pensato è che lui avesse sparato prima a lei e poi a lui.” Keber, infatti, aveva raccontato in paese di essersi comprato una pistola una settimana prima del delitto. Nonostante le sue parole fossero spesso frutto di paranoie dovute all’uso di droghe, alcol e farmaci, le ex compagne erano state convinte a ritirare le denunce.
Le indagini in corso
Gli inquirenti stanno ancora cercando di ricostruire la dinamica del delitto. Dai primi rilievi sembra che Keber abbia strangolato Tania circondandole il collo con un braccio, da dietro. Tuttavia, non si esclude l’uso di altri metodi, come l’avvelenamento. Per questo, nei prossimi giorni verrà disposta l’autopsia sul corpo della 39enne. I carabinieri del comando provinciale di Venezia hanno prelevato dalla casa di Tania due bicchieri che si trovavano sopra il tavolo, per accertarne il contenuto. Le abitazioni di Camponogara e Sambruson di Dolo, dove sono avvenuti omicidio e suicidio, sono state poste sotto sequestro.
Le indagini stanno anche cercando di capire se Tania abbia aperto la porta volontariamente o se Keber l’abbia intercettata fuori casa e costretta a rientrare con la forza. Inoltre, gli inquirenti stanno scandagliando i cellulari di vittima e carnefice per accertarsi che la donna non avesse tenuto nascosti altri episodi di stalking o molestie.
Il dramma dei femminicidi in Italia
Il caso di Camponogara riaccende il dibattito sulla violenza di genere in Italia. Nonostante i dati del Viminale indichino un calo del 37% dei femminicidi nei primi sei mesi del 2026, ogni caso è una tragedia che avrebbe potuto essere evitata. “L’uccisione di Tania Terrin ad opera dell’ex compagno”, afferma Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, “rende evidente come le misure di prevenzione, quali l’ammonimento del questore, pur utilissime, non possono comunque sostituire le misure cautelari custodiali.”
Semenzato sottolinea l’importanza di provvedimenti più robusti quando una donna sporge denuncia. “Le norme già ci sono”, puntualizza, “ma dipendono dalla valutazione del rischio operata dal magistrato. Nel momento in cui una donna sporge denuncia, devono essere adottati provvedimenti più robusti.” L’appello della presidente della Commissione è chiaro: “Invito le ragazze a fare grande attenzione agli ultimi appuntamenti, non esitando ad avvisare le forze dell’ordine, specie quando ci sono stati momenti di difficoltà.”



